è disoccupato grazie a Brunetta
21:08mercoledì10novembre2004

Mafia e giustizia /3

Dopo il caso Brusca ed il caso Chiodo ecco servito a voi, cittadini del cazzo che non contate niente, il caso Badalamenti.

Nel 1985 due Eroi dello Stato come pochi abbiamo avuto1, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, fecero sequestrare i beni del "presunto"2 boss di mafia Gaetano Badalamenti. Nel frattempo egli era stato arrestato in Spagna ed estradato negli Stati Uniti.

Ma questa primavera il boss è morto in galera3 senza che in Italia si arrivasse, dopo 19 anni, a processarlo. E così il suo avvocato, Paolo Gullo, si è fatto sotto richiedendo la restituzione dei beni sequestrati per nome degli eredi. Questo perché senza la condanna per mafia4 non è possibile trattenere sequestrati i beni, a meno che non siano stati confiscati. Cosa che non è stata possibile perché necessitava il contradditorio con l’imputato, mai realizzato perché il suo suddetto avvocato comunicò (1993) ai giudici che per ragioni professionali non si sarebbe potuto recare negli Stati Uniti, "anche per il futuro"5.

1. E infatti sappiamo tutti che fine hanno fatto. Su questa cosa si dovrebbe meditare molto.
2. Insomma ragazzi, seriamente: questa cosa che finché uno non è condannato in via definitiva sia sempre "presunto", anche quando è una cosa evidente come il sole, è proprio una puttanata.
3. Perlomeno abbiamo la consolazione che sia marcito in galera e non sia a piede libero come altri.
4. Anche questa cosa che se uno muore non si fa più il processo: cazzo un criminale di norma danneggia gli altri e tali altri hanno diritto che sia emessa una sentenza! O parimenti nel caso di suicidi, come accaduti recentemente, sarebbe giusto sapere se tale atto sia stato motivato da una colpa reale o no, poiché altrimenti il caso sarà sempre a disposizione di speculazioni, da una parte o dall’altra. O semplicemente, infine, per amore di verità. Che poi l’imputato non sia presente cambia davvero la situazione? Un mafioso risponderebbe onestamente? Andiamo…
5. Non sembrava concepibile, ma è così: c’è di peggio di Taormina. Non dico altro perché conoscendo la pasta con cui è fatta certa gente mi potrebbe fioccare addosso una querela miliardaria.

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