Il problema Pm10, che il Veneto vive con triste primazìa, oltre a ledere gravemente la salute (uno studio dell’Unione Europea stima in 44.000 i morti in Italia per inquinamento lo scorso anno), costringe i cittadini al fortissimo disagio di non poter utilizzare le proprie vetture secondo necessità: non tutti hanno due automobili, per giocare sul numero di targa, o possibilità di fare car-sharing; e non è assolutamente detto che il posto di lavoro sia facilmente raggiungibile via mezzi pubblici.
Oltretutto questi allo stato attuale non hanno assolutamente la capacità di coprire tale aumento d’utenza. Lo dico per esperienza, non disponendo di una macchina: negli orari di punta gli autobus somigliano, fatte le debite proporzioni, alle carrette del mare con cui migliaia di disperati cercando di raggiungere le nostre coste.
Il Ministro dell’Ambiente Matteoli ha appena promesso ai Comuni 350 milioni di euro da destinare alla mobilità pubblica, ricavandoli da un aumento delle accise su benzina e gasolio, compagnie petrolifere garantendo che assorbiranno l’aumento non scaricandolo sui consumatori. Sì ciao, le compagnie petrolifere che garantiscono.
Sono conscio del fatto che nessuno dispone d’una bacchetta magica con cui risolvere di colpo la situazione, anche se è pur vero che essa non è frutto di un evento soprannaturale inaspettato, ma di un processo temporale (del tutto umano) che poteva e doveva essere monitorato, preparando per tempo contromisure adeguate.
Con questo giungo al punto: visto che siamo in un regime d’emergenza ben lungi dal risolversi ed ognuno è chiamato a sforzarsi di fare la sua parte, non sarebbe giusto nel più puro senso del termine, pignorare alle assicurazioni auto la parte proporzionale ai giorni di blocco del traffico del premio che i cittadini pagano e utilizzarla per il potenziamento dei mezzi pubblici?

sono pienamente d’accordo, anche se potrebbe essere visto come atto non costituzionale e lesivo della libertà imprenditoriale. Però soluzione interessante. Però bisogna anche considerare che la gente potrebbe avere usato l’auto per andare altrove. Certamente che le assicurazioni fossero più coinvolte è auspicabile, visto come ci guadagnano. A proposito se nel conteggio dei voti risulterà una preferenza per lei dal paese di Bovolone, è la mia. Ciao in bocca al lupo
Ovviamente dovrebbe essere sorretto da provvedimento legislativo. Nel settembre 1992 a seguito della svalutazione della lira il governo Amato impose un prelievo sui conti correnti bancari per arginare la crisi.
Se s’è potuto fare questo credo che un piccolo prelievo, la cui valenza è soprattutto simbolica, il fronte comune cioè in questa emergenza, al confronto sia una brezza.
Il massimo sarebbe se le stesse compagnie di assicurazioni si offrissero spontaneamente di contribuire, se anche non con il suddetto meccanismo, con una donazione.
E, ad ogni modo, anche impedire la libera circolazione è già un ledere, ancora maggiore a mio avviso, l’imprenditorialità!
Circa poi il fatto che l’auto potrebbe essere usata per recarsi altrove che il luogo di lavoro, si può ipotizzare un pignoramento del 50% del valore giornaliero del premio, sulla fiducia.
Come dicevo la misura ha più valore simbolico che concreto, anche se in tali tempi anche gli spiccioli fanno comodo.
E ovviamente dammi del tu.
stasera ho firmato per presentare la tua candidatura
Obligado.