è disoccupato grazie a Brunetta
23:34venerdì18marzo2005

Carraro, Galan e la delocalizzazione

I confronti elettorali all’americana tra Carraro e Galan dovevano essere 7, uno per ogni provincia. All’ultimo il governatore si è tirato indietro. Restavano dunque due incontri, uno a Verona all’associazione industriali e uno alla confindustria di Padova. Galan ha però imposto che il primo si tenesse a porte chiuse (?). Infine ha provveduto ad annullarlo (???). E’ rimasto quello di Padova, svoltosi martedì, presenti anche gli altri due sfidanti, Roberto Bussinello per Alternativa Sociale e Giorgio Panto col suo progetto Nordest.

Il confronto è sfilato via sul fair play e si è concluso in sostanziale parità con solo qualche momento di acredine tra i due principali concorrenti, quando Galan ha accusato Carraro di essere a favore della delocalizzazione, problema particolarmente spinoso in Veneto, per la sua realtà produttiva fatta di miriadi di piccole aziende, difficilmente difendibili dagli agguerriti concorrenti asiatici. Ora per sentito dalle mie stesse orecchie, e come si può leggere chiaramente sul suo programma, Carraro è severamente contrario all’esodo delle aziende all’estero. Tant’è che propone di negare qualunque forma di finanziamento pubblico alle aziende che chiudono in Italia per aprire all’estero e comunque di programmare tale eventualità. Ora, la questione è complessa: se la produzione in Italia costa assai più che nei paesi dell’Est non c’è nulla da fare, anche perché se ci si ostinasse patriotticamente a produrre in Italia, i consumatori preferirebbero comunque i prodotti meno costosi dei concorrenti esteri.

Si deve individuare una terza via: una possente innovazione che consenta di abbattere il costo produttivo o quando anche questa misura risulti inutile a causa del comunque minor costo di lavoro all’estero per minori diritti o minore costo della vita, il mantenimento e trasformazione della mente pensante dell’azienda in Italia. E comunque prestare sempre attenzione: ci sono anche aziende che delocalizzano pur essendo in fiorente profitto, solo per aumentarlo il più possibile, ed i lavoratori italiani cazzi loro.

  1. Antonello Leone, 19/3/2005, 07:07 #

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