Il Foglio ieri e già prima Rolli e Reporters (Carlo Felice Dalla Pasqua) sollevano dubbi sulla legittimità della custodia cautelare di Fiorani. Ricordo che questa è consentita in caso di pericolo di fuga dell’indagato, reiterazione del reato o inquinamento delle prove. A tal proposito tutti e tre, in un modo o nell’altro, sostengono che queste condizioni non sussistano. Circa le prime due concordo in pieno, in merito alla terza è invece piuttosto difficile esprimersi per chiunque di noi, Ferrara compreso, e su ciò gradirei un po’ di onestà. Chi tra tutti può saperlo meglio è la magistratura, la più prossima alla diretta conoscenza della vicenda. Certo l’atteggiamento collaborativo di Fiorani farebbe piuttosto propendere per il contrario. Ma si dovrebbe considerare che difficilmente un Fiorani fuori dal carcere sarebbe stato così diligente, tant’è che fino al giorno prima negava ogni addebito.
Siamo in presenza di un paradosso bell’e buono: il Fiorani libero di ieri richiedeva la custodia cautelare, il Fiorani incarcerato di oggi presumibilmente no. Escluse la fuga e la reiterazione che sono ragionevolmente impossibili, resta la possibiltà di inquinamento delle prove. E’ plausibile? Tendo a ritenere di no. In questo senso posso dirmi favorevole alla sua scarcerazione. Si può sempre arrestare di nuovo in caso di fallo no?
Ma voglio sottolineare ancora una volta la questione: il codice di procedura penale è chiaro in questo, non si può usare la custodia cautelare come mezzo per far confessare un indagato. Però risulta altrettanto chiaro che il collaborazionismo di Fiorani è direttamente imputabile all’arresto. Il carcere è stato necessario. Ora, come si esce da questo empasse?
fiorani, antonveneta, bpl, popolare lodi, bpi, giustizia, custodia cautelare.

Buon Natale!
Ciao!
Aribandus
La fascietta non scrolla, che ne dici di prepararne una anche per AN la metterebbero in molti.
da quersto punto di vista allora anche la tortura potrebbe far raggiungere lo scopo di far parlare una persona. il fatto che un metodo dia frutti non vuol dire che quel metodo sia ammissibile. il carcere preventivo è una forma soft (?) di tortura giustificata con motivi discutibili.
questo non toglie ovviamente che io reputi fiorani e la gente come lui delle pantegane.
sai bene che ahimè la carcerazione preventiva in italia può vantare una lunghissima storia di abusi. di Fiorani qualcuno ne parla, gli altri fanno la muffa in cella aspettando un processo, come si conviene a un paese terzomondista
Con Fiorani ci andrei giù pesante. Pure con Ricucci che è il pirla della combriccola, l’anello debole su cui insistere per spezzare questo catenaccio di omertà su chi ha intascato che cosa e da chi. Fazio purtroppo ha già portato il culo in salvo (complici i ritardi ad hoc dei politici tutti) e per lui garantirà l’Opus Dei. Ma a Fiorani la verità la caverei fuori a cazzotti. Non gli chiederei quanti soldi s’è intascato e dove li ha messi (questi quesiti sono per la magistratura), ma andrei dritto al punto: “Esiste o no un piano di eversione istituzionale veicolato da quella società privata chiamata Banca D’Italia? Chi c’è dietro? Di nuovo la P2? Rothschild? Qual’è il ruolo del Presidente Ciampi in tutto questo? Egli, da ex presidente della Benemerita Banca, sapeva o no?”. E giù manganellate. Sarebbe ora di finirla con i grembiulini che ladrano tutto il ladrabile alla faccia nostra, pallonari recidivi e amanti del potere per il potere. Cattivello? Mannò, dai. Possiamo sempre aspettare bel belli con il telecomando in mano finchè qualche banca non avrà rilevato di nascosto il nostro paese, isole comprese.
Tanto per dirne una, in queste ore circola a Palazzo Koch il nome di cotal Mario Draghi come probabile sostituto di Fazio. Leggete qui:http://www.repubblica.it/2005/l/sezioni/economia/banche27/buttibanki/buttibanki.htmle poi correte qui:http://www.disinformazione.info/dimissionifazio.htm