La Cgil non firma l’accordo e la Cai, la cordata di imprenditori, ritira l’offerta di acquisto di Alitalia (la metà sana di Alitalia, i debiti ce li tenevamo comunque noi). Soddisfatti i lavoratori: meglio falliti che in mano ai banditi
.
Per cui, a meno di un colpo di scena dell’ultimo minuto (o meglio, dell’ennesimo mese dopo l’ultimo minuto) si andrà al fallimento. Perdiamo poche tratte a caro prezzo e sì, un sacco, ma un sacco, di posti di lavoro (anche se figuriamoci se non metteranno in campo gli ammortizzatori sociali). Poi non è neanche detto che non sia una strategia più o meno ragionata. Fallimento mica vuol dire che raderanno al suolo tutto. Lo metteranno all’asta no? E vuoi mai che la cordata rientri dalla finestra, e senza il bisogno di tanti accordi sindacali.
Infine, mi tolgo giusto un sassolino dalle scarpe. Io son quattro anni che lavoro precariamente e non ho mai preteso che arrivasse una cordata a salvarmi. Che dire, sarò coglione io.

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Abbiamo visto le scene disgustose dei dipendenti Alitalia che festeggiavano, io per festeggiare aspetto il fallimento della stessa
(SENZA ALCUN AMMORTIZZATORE SOCIALE PER I DIPENDENTI).
All’asta fallimentare per cessione di beni ed infrastrutture speriamo si aggiudichi tutto Aeroflott o Iranian-air che assumerà un po’ di dipendenti alle loro condizioni (non i festeggiandi cmq).
Cosi’ avremo i dipendenti piu’ volenterosi a lavorare duramente e seriamente e gli altri a spasso.
Nella mia bontà fornirei loro UNA ZAPPA !!!!
Cosi’ avranno ragione di lamentarsi.