Non so voi, ma nell’ultimo mese ho visto spuntare su Facebook tanti vecchi amici come non avevo visto nell’ultimo anno. Facebook è diventato ufficialmente mainstrem, scavalcando l’insopportabile MySpace che se non fosse per le band musicali e i minorenni imbecilli sarebbe già soppiantato (ma se Facebook fa le mosse giuste lo sarà, qui lo dico). Come se non bastasse s’è pure messo “di mezzo” FriendFeed che però è ancora esclusivamente rivolto agli utenti di alto profilo. Nasce quindi il problema: dove, e come, scrivere? Ed è un problema. Un esempio? Ci abbiamo messo due anni a creare una piccola comunità attorno a Verona Blog, andando a scovare col lanternino uno ad uno i blogger veronesi. E poi, alle cene, siamo sempre i soliti venti. Poi arriva uno, uno qualsiasi, apre un gruppo veronese su Facebook e in quattro e quattr’otto ci sono duemila iscritti. Chiaro?
Significa che il blog, o più in generale il sito, è destinato all’estinzione? Una (lunga) coda che parte da Wired, Nicholas Carr e approda in Italia a The Marketer 2.0, seguito a ruota da [mini]marketing già sentenzia di sì. A questa visione si oppone romanamente* Mantellini, seguito da Gibilix e da Macchianera e, immagino, tutta una serie di altre opinioni sparse qua e la.
Se pure, fantascientificamente, fosse che domani tutti fossero, e restassero solo, dentro a Facebook beh: se il tutto è dentro è come se non ci fosse un dentro o un fuori. Internet sarebbe Facebook, e viceversa ed i modelli, semplicemente, si adatterebbero. Per dire: si bloggherebbe da dentro Facebook.
Ma a parte il sensazionalismo del proclama, mi pare che si stiano facendo i conti senza l’oste. L’oste, ovviamente, è Google. E la taglio giù brevissima: provate a cercare, per stare sulla notizia, “Vigilanza Rai” su Facebook. Devo spiegarlo?
Certo, Facebook è bello. Un bel giochino: la maggior parte della gente lo usa esclusivamente così, aderendo a mille gruppi, diventando fan del sanpietrino, aggiungendo stronzate su stronzate. Può avere pure la sua utilità per organizzare feste o eventi o sapere se il tuo amico non è più single (che è una cosa un pochino triste, peraltro. Scoprirlo grazie a Facebook, intendo). Ma, e quindi?
E quindi c’è che le cose sono due: o Facebook si munisce di un motore di ricerca interno ed universale e, comunque, attiva tutta una serie di servizi per un power use, o si apre pubblicamente per essere indicizzato da Google e diventa “trasparentemente” parte della rete.
Oppure c’è anche che magari Google si fa il suo social network aperto, nella rete, e fotte tutti quanti.
*Nel senso che oggi è a Roma.

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con facebook credo sia anche peggio
Il lavoro di aggregazione di Veronablog è encomiabile. Purtroppo non riesce a trasferire nel reale ciò che sta sul virtuale. Ma lo stesso credo non riesca a fare Facebook. Con l’aggravante che Facebook è esclusivamente il mezzo per farsi gli affari degli altri, mentre il blog da diario virtuale è saggiamente stato deviato in piattaforma di idee e d’ideali dagli utenti celebromuniti.
[...] che mi ha visto associato a Mantellini e Macchianera, la settimana scorsa, in una sorta di movimento pro blog. Approfondirò il tema prestissimo, anche alla luce di questo [...]
Io spero che facebook fallisca.