Circa la lettera aperta di Pier Luigi Celli, rettore della LUISS, a suo figlio, in cui lo invita a lasciare questo paese, in sintesi, di merda, mi chiedevo:
- la fuga è una soluzione? Forse personale, ma non certo per questo paese. Se tutti prendessero alla lettera questo consiglio, significherebbe la definitiva morte di questa nazione. (Il che, però, non è detto sia un male).
- non dovrebbe essere piuttosto Celli e la sua generazione, responsabili di questo disastro, a lasciare il paese, togliendo i loro incollati culi alle poltrone, permettendone quindi la rinascita?
- certo, per il figlio di un rettore, è pure facile. E i figli di nessuno che non possono permettersi di andarsene?

e soprattutto… uno dei colpevoli del fatto che abbiamo un’università di merda.
dite “fatela in italia l’uni…”… ma piuttosto, chi può, l’uni vada a farla all’estero, perché, Luiss in primis, l’università italiana fa cagare.
e che si vergogni sto stronzo. lo prenderei a badilate nelle gengive.
Al di là della polemica sul rettore Celli – che può essere in prima analisi, di pancia, giusta – sbagli in tre punti Domiziano
Sbagli quando non vedi che l’Italia è già morta.
Sbagli quando dici che noi giovani siamo meglio di loro, ne conosco a pacchi di peggiori dei vecchi, e sono sicuro anche tu. Siamo stati educati da loro, ricordalo.
Sbagli quando dici che essere figli d’arte faciliti la fuga: è facile per tutti andarsene, non è una questione di soldi, solo di coraggio. Io non ce l’ho avuto ed ho avuto l’opportunità anche se figlio di nessuno. all’estero conta veramente cosa fai piuttosto che chi sei.