Più della metà dei blog nel mio feed reader non danno più segni di vita da un anno o più, anche tra quelli storici. Dello stato della blogosfera di Technorati che una volta era un trionfale evento, non ne parla più nessuno ed il report stesso è assai fumoso. E i bei QualsiasiVaccataCamp di una volta? E le classifiche? E i blogroll? E i link? Il miglior aggregatore di blog è indistinguibile da un qualsiasi quotidiano. Il vincitore della BlogFest 2010 sarà Facebook.
blogosfera
Il blog è morto
Pubblicate la nominations dei Macchianera Blog Awards. Una metà sono i soliti da sempre. L’altra metà sono ma chi cazzo?
Fine corsa
Su Wittengstein si scatena il dibattito sulle prospettive per il Partito Democratico. Siamo a 160 commenti e fin’ora nessuno ha minimamente colto la reale dimensione del problema. Per dire, il nome Enrico Letta compare solo tre volte e di queste, una sola con entusiasmo. Ad ogni modo, come dicevo, i commentatori del centrosinistra sulla rete sono fuori strada, tanto quanto il loro stesso partito.
Perché avendo un minimo di buon senso appare chiaro che l’unica, sensata, onesta strategia da applicare al Partito Democratico è il protocollo Englaro.
(Per dire ho lasciato scadere l’ingenuo, entusiastico dominio I Have a PDream. Chi lo vuole se lo pigli. Per quanto mi riguarda, e per quel pochissimo che vale, il mio referente politico diventa Di Pietro fino a quando avrò ancora una minima voglia di incazzarmi. Dopodiché smetterò presumibilmente di votare. Ma potrei anche passare al Lato Oscuro, che mi sono proprio rotto il cazzo di pensare al bene del paese
, quando appare chiaro che a nessuno, di questo paese, gliene fotta un cazzo di me.
Una piccola, banale, personale dimostrazione sta nel fatto che, immodestamente, una battuta come quella sopra meriterebbe di ricevere una valanga di likes su FriendFeed. Invece non ne riceverà neanche uno, quando ci sono thread del tipo ho fatto la cacca
con centinaia di commenti. Questo è il polso della blogosfera italiana. Questo è il Partito Democratico che si merita. Il governo che si merita. Il paese che si merita.
Io scendo qui.)
Blog Next Gen, il sito truffa
Cari amici di Blog Next Gen che prendete i feed di mezza blogosfera, li ripubblicate come post e li infarcite di adsense, avete 24 ore di tempo per rimuovere i miei feed dal vostro servizio, pena le peggiori e devastanti contromisure che un blogger possa attuare. E Google è già stato avvisato.
(E se anche i vostri contenuti sono stati depredati, vi invito a replicare il post e pubblicarlo fino a ingolfarli)
L’ascesa di Facebook, la morte del blog e i conti senza Google
Non so voi, ma nell’ultimo mese ho visto spuntare su Facebook tanti vecchi amici come non avevo visto nell’ultimo anno. Facebook è diventato ufficialmente mainstrem, scavalcando l’insopportabile MySpace che se non fosse per le band musicali e i minorenni imbecilli sarebbe già soppiantato (ma se Facebook fa le mosse giuste lo sarà, qui lo dico). Come se non bastasse s’è pure messo “di mezzo” FriendFeed che però è ancora esclusivamente rivolto agli utenti di alto profilo. Nasce quindi il problema: dove, e come, scrivere? Ed è un problema. Un esempio? Ci abbiamo messo due anni a creare una piccola comunità attorno a Verona Blog, andando a scovare col lanternino uno ad uno i blogger veronesi. E poi, alle cene, siamo sempre i soliti venti. Poi arriva uno, uno qualsiasi, apre un gruppo veronese su Facebook e in quattro e quattr’otto ci sono duemila iscritti. Chiaro?
Significa che il blog, o più in generale il sito, è destinato all’estinzione? Una (lunga) coda che parte da Wired, Nicholas Carr e approda in Italia a The Marketer 2.0, seguito a ruota da [mini]marketing già sentenzia di sì. A questa visione si oppone romanamente* Mantellini, seguito da Gibilix e da Macchianera e, immagino, tutta una serie di altre opinioni sparse qua e la. CONTINUA »
Sono sempre gli altri
Il raid fascista ai danni degli immigrati del quartiere Pigneto a Roma era capitanato da uno col tatuaggio di Che Guevera, perché un immigrato aveva rubato il portafoglio ad una sua amica.
Silenzio della blogosfera di sinistra.
L’ex portavoce della Casa Bianca, texano, repubblicano, scrive un libro spiegando come l’amministrazione Bush – Bush stesso alla fine è quello che ne esce meno peggio – abbia mentito alla nazione.
Silenzio della blogosfera di destra.
All your blog are belong to me

Domiziano Galia, Signore di Splinder
e il suo fido lacché Gaspar Torriero
E così è andata: tra due settimane il sottoscritto si trasferirà a Firenze e comincerà a lavorare per Dada quale Community Manager di Splinder. Mi frullano già per la mente diverse idee interessanti per rendere più social la piattaforma. Ma la cosa più bella di tutte è che diventerò il signore assoluto di più di mezzo milione di bloggers. Altro che Gianluca Neri coi suoi venti bloggers radical chic di BlogNation. Coerentemente con quanto ormai saprete, leggendomi da molti anni, governerò con responsabilità, equità e giustizia.
Ovvero gli uomini dovranno cedermi il cinque dieci venticinque percento di ogni introito e le femmine offrirsi carnalmente a soddisfare i miei più perversi e lussuriosi appetiti. Ah e non date retta alle soluzioni da quattro soldi di quell’arringa folle di Mantellini: non ci provate nemmeno a mollare il blog o a cancellare l’account. Dei blogger che l’hanno fatto non s’è più saputo nulla.
Scusate se non ho scritto un post
Non sono morto. Non del tutto almeno: ho ancora erezioni e mi dicono sia un segnale. E’ che sono stato in montagna, ho giocato coi gatti, tagliato la legna, preso un raffreddore lampo, mangiato un panino alla finocchiona all’autogrill del Mugello. Mica ridere: hanno una finocchiona che è la fine del mondo.
Ah sì. E poi ho aperto due nuovi blog.
P.S. Il titolo l’ho scritto apposta per far incazzare Stefano Gorgoni.
La sindrome da classifica dilaga #2
Ho appena sentito il dottor House dire che ha un blog.

