più incazzato di Beppe Grillo. Ma più bello
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alitalia

12:29mercoledì4febbraio2009
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Tenetela pure. Ma a pulire i cessi. Con la lingua

Nel frattempo Daniela Martani è uscita volontariamente dalla casa del Grande Fratello per difendere il suo diritto al lavoro e quello dei suoi colleghi, sostenendo inoltre di avere subito un’ingiustizia e di aver quindi diritto un risarcimento morale. Smessi i panni della starletta è tornata subito, con convenienza quanto ipocrisia, ad indossare quelli della pasionaria che si riempie la bocca con il termine diritto. E allo scrivente è invece assai chiaro cosa sia l’unica cosa adatta a riempire la bocca della Martani.

Manda pure a dire a Colannino che gli ha rovinato il suo sogno più bello e 8 mila persone non hanno più lavoro per colpa sua. Che vorrebbe essere invitata da Berlusconi – che celerità nell’offrirsi al potere – che casomai è più colpevole di Colannino nell’affaire Alitalia, avendo fatto fallire la prima trattativa con Air France. Che lei non è una hostess, fa la hostess, lei è un’artista. Carla Bruni ha cominciato a cantare a 40 anni no? (E potremmo pure aprire un capitolo sulle fortune di Carla Bruni, a cominciare da quanto abbia contato il suo essere figlia di un ricchissimo industriale).

Io, nel mio piccolo, ho scritto alla compagnia aerea. Se la Martani non viene licenziata in tronco, e ci starebbe pure una richiesta di danni, altro che risarcimento, non prenderò mai più un volo Alitalia.

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21:10venerdì23gennaio2009
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Pasionaria dei miei coglioni

Daniela MartaniCioè questa faceva barricate e rompeva il cazzo col cappio al collo durante la trattativa Alitalia, ha ottenuto il rinnovo a tempo indeterminato e quindi finisce – avendo quindi fatto i provini – nella casa del Grande Fratello. E ora dicono che rischia il posto di lavoro per assenza ingiustificata.

Rischia? Ma licenziata in tronco e con la richiesta di risarcimento danni. Anche d’immagine. Che comunque a troieggiare al GF e poi fuori, di certo povera non diventerà. E c’ha pure l’avvocato personale che va su Canale 5 a difenderla dicendo che aveva chiesto la cassa integrazione per poter concorrere. Capito? Si fotte i soldi della cassa integrazione, a nostre spese, e intanto va a fare la starletta, la troia.

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00:28lunedì24novembre2008
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L’economia gira con te Reloaded

Le imprese si reggono sui consumi. E’ perciò sui consumatori che dobbiamo fare leva perché le dimensioni della crisi dell’economia reale non siano estreme.

Ecco svelato il piano segreto di Berlusconi per far fronte alla crisi economica mondiale: persuadere i consumatori a continuare a consumare. Che si facciano un fido, basta che continuino a spendere, cribbio! Voi ve lo ricordate lo spot voluto dal fu Ministro per le Attività Produttive Antonio Marzano, L’economia gira con te? Io me lo ricordo bene, tanto era infame.

E poi, ci avete fatto caso di come la questione del lavoro sia del tutto scomparsa dall’agenda politica? Un tempo qua erano tutti milioni di posti di lavoro. Oggi pare non interessi a nessuno. CONTINUA »

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23:21sabato1novembre2008
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Grande Giove!

No, scusate. Ma la trattativa Alitalia non si era conclusa un mese fa dopo una decina di penultimamum? Cazzo è sta storia delle tensioni tra Cai e sindacati? Mi è sfuggito qualcosa o sono tornato indietro nel tempo?

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14:23giovedì2ottobre2008
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Want some of this, bitch?

Ora che abbiamo sistemato la parte sana di Alitalia, me lo spiegate per bene dove finisce la Bad Company?

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22:26giovedì25settembre2008
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Benvenuti nel mio mondo

Ad Anno Zero, la commovente testimonianza di una ragazza di 22 anni, figlia di uno stewart, che racconta come dall’inizio della crisi Alitalia il suo mondo sia cominciato a franare, per l’incertezza del futuro di suo padre, e quindi del suo. E non è che sia effettivamente successo ancora qualcosa, è solo il timore, per quanto fondato, del licenziamento, e per quanto sia prevista, in questo caso, una cassa integrazione di sette anni, che non ha precedenti nella storia. Una situazione, comunque, di tensione perenne che fa saltare la tranquillità necessaria per un pianificare una progettulità a lungo termine.

Ecco, io vivo così da quando sono nato. C’è mica qualche cordata in giro anche per me?

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13:56lunedì22settembre2008
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Il dubbio amletico

Ho questo milione di euro da parte e non so se usarlo per comprami l’Alitalia o la figa di Raffaella Fico. Si accettano suggerimenti.

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21:27giovedì18settembre2008
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Contenti tutti

La Cgil non firma l’accordo e la Cai, la cordata di imprenditori, ritira l’offerta di acquisto di Alitalia (la metà sana di Alitalia, i debiti ce li tenevamo comunque noi). Soddisfatti i lavoratori: meglio falliti che in mano ai banditi.

Per cui, a meno di un colpo di scena dell’ultimo minuto (o meglio, dell’ennesimo mese dopo l’ultimo minuto) si andrà al fallimento. Perdiamo poche tratte a caro prezzo e sì, un sacco, ma un sacco, di posti di lavoro (anche se figuriamoci se non metteranno in campo gli ammortizzatori sociali). Poi non è neanche detto che non sia una strategia più o meno ragionata. Fallimento mica vuol dire che raderanno al suolo tutto. Lo metteranno all’asta no? E vuoi mai che la cordata rientri dalla finestra, e senza il bisogno di tanti accordi sindacali.

Infine, mi tolgo giusto un sassolino dalle scarpe. Io son quattro anni che lavoro precariamente e non ho mai preteso che arrivasse una cordata a salvarmi. Che dire, sarò coglione io.

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15:37giovedì28agosto2008
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Mamma ho perso l’aereo

Dice il Ministro per le Infrastrutture Altero Matteoli che con la nuova Alitalia nessuno resterà a casa. Frenate l’entusiasmo: non sta parlando dei disagi di noi passeggeri, ma dei settemila esuberi che saranno ricollocati nel pubblico. Settemila.

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17:12mercoledì27agosto2008

Baby did a bad bad company

E’ una mossa talmente geniale che uno, giustamente, si chiede perché non ci abbiano pensato prima. In pratica dividono in due Alitalia: da una parte i beni, che andranno ad una cordata di imprenditori capitanata Roberto Colannino – quello che comprò Telecom e la rivendette al doppio – dall’altra i debiti e 7 mila esuberi, la cosiddetta Bad Company, che non è mica ancora chiaro dove andranno a finire. Così, ad occhio e croce, direi nei nostri culi.

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