A due settimane dal dirompente pacchetto Bersani è il pacchetto stesso a cominciare a dirompersi. Han cominciato i taxisti. In seguito agli scioperi, al blocco del traffico e a qualche pestaggio è parziale dietrofront. In quali termini non ho ben capito, ma visti i festeggiamenti da campioni del mondo presumo più vantaggioso per loro che per i cittadini.
Ah, a proposito di taxi. Mi è toccato di doverne prendere uno stamattina. Arrivo alla piazzetta di sosta a Porta Vescovo, ma quello che c’è sta per partire. Però, cortese, mi dice che segnala la mia presenza ad un collega. Dopo quasi dieci minuti un taxi arriva. Peccato che con il il tassametro già acceso e il supplemento radiotaxi. Quale onestà. Certo, sarà stato avvisato dal collega, ma io non ho chiesto di farlo. E mettiamo il caso che io fossi andato via e al mio posto ci fosse stato un altro. Cos’è non gli avrebbe fatto pagare il supplemento? Sicuro, ma poi scusa, mica ho dato i miei dati o cosa, come poteva sapere che io ero io? Anche perché non ero proprio lì davanti, ma mi ero spostato all’ombra dei giardini. L’ha preso per assunto. In malafede.
Chiusa la vertenza taxi si apre quella farmacie. Esiste una differenza fondamentale tra taxisti e farmacisti. Il taxista lo si fà per mestiere, il farmacista no. Cioè sì, ma no. Insomma: ci sono professioni che sono solo professioni, altre che sono – dovrebbero essere – missioni. Certo, la distinzione non è così dicotomica. Però non ce lo vedo uno a fare il taxista, il conducente d’autobus, il muratore, per vocazione
, nel senso alto del termine. Lo fa per campare. Altre professioni invece, per natura o oggetto, hanno una componente in più. Tipo, appunto, quelle che ruotano intorno alla salute: dottori, infermieri, farmacisti. Lo scopo primario è l’essere al servizio del malato. Poi se ci guadagni e guadagni bene, bene. Ma poi. Non prima. Poter vendere i farmaci da banco anche nei supermercati, comunque sotto la supervisione di un laureato in farmacia, è un servizio aggiuntivo al malato, quindi è giusto punto. Chi sciopera contro questa possibilità quindi non lo fa per interesse del cittadino, ma per interesse delle sue tasche. Come dire che con il giuramento di Ippocrate ci si pulisce il culo.
Infine una considerazione sugli avvocati, ancora in corso lo sciopero di dodici giorni. E’ stupefacente. E’ l’unica professione al mondo che anche in sciopero riesce a ladrare. Perché sti dodici giorni mica te li scalano dalla parcella. Solo saltano le udienze, contribuendo magari ad avvicinarsi alla sempre tanto agognata prescrizione. Bel modo di vincere, per scadenza del tempo. E notare che anche l’avvocatura dovrebbe essere una di quelle professioni – missioni.
Dei notai, infine, ci sarebbe da dire che non ci dovrebbe essere da dire: semplicemente non ci dovrebbero essere.