più incazzato di Beppe Grillo. Ma più bello
Post che trattano di

blog

22:25giovedì11febbraio2010
PREV »

Il blog è morto e neanche questo si sente tanto bene

Più della metà dei blog nel mio feed reader non danno più segni di vita da un anno o più, anche tra quelli storici. Dello stato della blogosfera di Technorati che una volta era un trionfale evento, non ne parla più nessuno ed il report stesso è assai fumoso. E i bei QualsiasiVaccataCamp di una volta? E le classifiche? E i blogroll? E i link? Il miglior aggregatore di blog è indistinguibile da un qualsiasi quotidiano. Il vincitore della BlogFest 2010 sarà Facebook.

« NEXT
13:31giovedì24settembre2009
PREV »

Il blog è morto

Pubblicate la nominations dei Macchianera Blog Awards. Una metà sono i soliti da sempre. L’altra metà sono ma chi cazzo?

« NEXT
14:29venerdì21novembre2008
PREV »

L’ascesa di Facebook, la morte del blog e i conti senza Google

FacebookNon so voi, ma nell’ultimo mese ho visto spuntare su Facebook tanti vecchi amici come non avevo visto nell’ultimo anno. Facebook è diventato ufficialmente mainstrem, scavalcando l’insopportabile MySpace che se non fosse per le band musicali e i minorenni imbecilli sarebbe già soppiantato (ma se Facebook fa le mosse giuste lo sarà, qui lo dico). Come se non bastasse s’è pure messo “di mezzo” FriendFeed che però è ancora esclusivamente rivolto agli utenti di alto profilo. Nasce quindi il problema: dove, e come, scrivere? Ed è un problema. Un esempio? Ci abbiamo messo due anni a creare una piccola comunità attorno a Verona Blog, andando a scovare col lanternino uno ad uno i blogger veronesi. E poi, alle cene, siamo sempre i soliti venti. Poi arriva uno, uno qualsiasi, apre un gruppo veronese su Facebook e in quattro e quattr’otto ci sono duemila iscritti. Chiaro?

Significa che il blog, o più in generale il sito, è destinato all’estinzione? Una (lunga) coda che parte da Wired, Nicholas Carr e approda in Italia a The Marketer 2.0, seguito a ruota da [mini]marketing già sentenzia di sì. A questa visione si oppone romanamente* Mantellini, seguito da Gibilix e da Macchianera e, immagino, tutta una serie di altre opinioni sparse qua e la. CONTINUA »

« NEXT
18:35giovedì29maggio2008
PREV »

Sono sempre gli altri

Il raid fascista ai danni degli immigrati del quartiere Pigneto a Roma era capitanato da uno col tatuaggio di Che Guevera, perché un immigrato aveva rubato il portafoglio ad una sua amica.

Silenzio della blogosfera di sinistra.

L’ex portavoce della Casa Bianca, texano, repubblicano, scrive un libro spiegando come l’amministrazione Bush – Bush stesso alla fine è quello che ne esce meno peggio – abbia mentito alla nazione.

Silenzio della blogosfera di destra.

« NEXT
12:41martedì1aprile2008
PREV »

All your blog are belong to me

Domiziano Galia, Signore di Splinder, e il suo fido lacché Gaspar Torriero
Domiziano Galia, Signore di Splinder
e il suo fido lacché Gaspar Torriero

E così è andata: tra due settimane il sottoscritto si trasferirà a Firenze e comincerà a lavorare per Dada quale Community Manager di Splinder. Mi frullano già per la mente diverse idee interessanti per rendere più social la piattaforma. Ma la cosa più bella di tutte è che diventerò il signore assoluto di più di mezzo milione di bloggers. Altro che Gianluca Neri coi suoi venti bloggers radical chic di BlogNation. Coerentemente con quanto ormai saprete, leggendomi da molti anni, governerò con responsabilità, equità e giustizia.

Ovvero gli uomini dovranno cedermi il cinque dieci venticinque percento di ogni introito e le femmine offrirsi carnalmente a soddisfare i miei più perversi e lussuriosi appetiti. Ah e non date retta alle soluzioni da quattro soldi di quell’arringa folle di Mantellini: non ci provate nemmeno a mollare il blog o a cancellare l’account. Dei blogger che l’hanno fatto non s’è più saputo nulla.

« NEXT
13:17lunedì4febbraio2008
PREV »

Un aborto di partito

Al convegno anti-abortista promosso da don Pietro Vitorelli (che non ha figli), i cui relatori erano Giuliano Ferrara (che non ha figli) e Paola Binetti (che non ha figli) era presente in prima fila l’ex governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio (che purtroppo di figli ne ha addirittura cinque). Si mormora che il centrodestra stia corteggiando lo spregevole soggetto in vista delle elezioni, magari proprio in funzione di una lista anti-abortista.

Già me lo sogno un listone così: Ferrara, la Binetti, Fazio, Luigi Grillo, Cosimo Mele (tutto coca, troia e chiesa, ricordate?), Elisabetta Gardini, Gabriella Carlucci, Maria Elisabetta Alberti Casellati, Totò Cuffaro, Mastella e chi più ne ha più ne metta.

Insomma, facciamo sto coso con dentro tutta la più mefitica monnezza politica e la spediamo all’inceneritore elettorale. Perché vorrei guardarlo in faccia l’elettore con così tanto pelo sullo stomaco da essere disposto a votare un aborto del genere. E pur già so che di certo prenderebbe molti più voti di Mantellini.

« NEXT
13:12mercoledì30gennaio2008
PREV »

Il Partito dei Blog

Massimo Mantellini
Mantellini c’entra

Avviso: non si tratta del solito post utopistico. Qua si parla di soldi.

Chissà se la fretta di tornare alle urse sia motivata anche dai rimborsi elettorali: un euro per avente diritto (per cui se votasse un solo italiano, il rimborso sarebbe comunque di 50 milioni circa – per camera) moltiplicato per la durata prevista della legislatura (per cui se il governo cadesse dopo un mese e si tornasse alle urne, il rimborso sarebbe comunque calcolato per 5 anni – per camera). Frutto di una leggina votata a inizio 2006 alla quasi unanimità.

Insomma ogni elezione costa, solo per quanto riguarda i rimborsi, mezzo miliardo di euro. Che si scrivono rimborsi, ma si leggono finanziamenti pubblici. Perché i partiti pigliano più di quel che spendono: eclatante il caso del Partito dei Pensionati che, a fronte di una spesa di sedicimila euro, incassò tre milioni.

Bene, allora visto che, destra o sinistra, fotterci ci fottono, perché non prenderci almeno una fetta della torta? La soglia di sbarramento per accedere ai rimborsi elettorali è dell’1%, circa 380 mila voti alla Camera e 340 mila al Senato. Prendiamo i primi cento su BlogBabel alla cazzo di cane, li candidiamo e tutta la blogosfera italiana converge a votali. A fronte di una spesa quasi nulla (a metterci un centesimo a testa sarebbe comunque il doppio dei fondi che aveva il Partito dei Pensionati), se raggiungessimo l’1% incasseremmo 5 milioni di euro. Certo, con dieci euro a testa non ci si fa un cazzo. Ma son sempre 5 milioni di euro in meno alla Casta.

E poi vuoi mai che eleggiamo Mantellini?

UPDATE: Comunque, al di là della boutade, mutuando l’adagio, io un iPod usato da Mantellini lo comprerei, se mi spiego.

« NEXT
15:52lunedì10dicembre2007
PREV »

Pisciare fuori dalla vasca (dove sta immerso Giuliano Ferrara)

Facciamo poi presto a fare la prova del nove: vorrei vedere un po’ voi (1, 2, 3, 4, 5, 6), se un commentatore scrivesse sul vostro blog, all’indirizzo di un co-autore, di un altro commentatore o comunque di una terza persona (perché non la mamma?), le cose che Daniele Luttazzi ha detto di Giuliano Ferrara.

« NEXT
22:23mercoledì17ottobre2007
PREV »

La sindrome da classifica dilaga #2

Ho appena sentito il dottor House dire che ha un blog.

« NEXT
21:23giovedì11ottobre2007

La sindrome da classifica dilaga

Ho appena sentito Storace, in diretta tv ad AnnoZero, vantarsi che il suo blog abbia superato gli accessi di quello Di Pietro. Chissà se è un dato viziato da template posticciamente ricalcati seminati per la rete.

Fratelli d'Italia 5.0 © 2003 - 2008 by Domiziano Galia.