Le auto blu costano 4 miliardi l’anno. Brunetta si pavoneggia di risparmiarne la metà. Io penso che potremmo risparmiarli tutti, se i politici usassero le proprio vetture, o i mezzi pubblici, come ogni altro comune cittadino.
brunetta
Il bicchiere un centesimo pieno
Venezia ha cassato Brunetta.
Diversamente alto
Ma se Renato Brunetta diventasse sindaco di Venezia chiederà lo stato di calamità per tsunami ogni volta che ci sarà l’acqua alta?
I meriti di Brunetta
Brunetta dichiara guerra ai bamboccioni, lanciando la proposta di una legge che costringa i figli ad uscire di casa a 18 anni. Il tutto dopo aver ammesso che lui stesso, a trent’anni, non era capace di rifarsi il letto. Signor Brunetta, io ho lavorato per cinque anni presso una pubblica amministrazione come lavoratore somministrato. Poi sei arrivato tu e la tua lotta ai fannulloni ed hai impedito i rinnovi dei contratti. Il risultato è che io sono rimasto a casa e il fannullone il cui lavoro dovevo accollarmi io, è rimasto al suo posto. Sarà stata un’eccezione, sicuramente. Ma quell’eccezione è la mia vita. E il vero scandalo è che uno che a trent’anni non sapesse farsi il letto abbia avuto questo potere di decidere della mia vita. E vaffanculo.
Gentile per forza
Brunetta ne ha sparata un’altra: l’obbligo della gentilezza per i dipendenti pubblici. Tralasciando ogni riflessione sull’ossimorica imposizione per forza della gentilezza, sarebbe il caso che qualcuno faccia (gentilmente) notare a Brunetta che sarebbe il primo della lista a beccarsi una valanga di segnalazioni per scortesia.
Banda larga per tutti. Tutti?
Dotare tutti gli italiani di connessione internet a 2 mega, come ha fanfarosamente annunciato Brunetta, è una cazzata. E’ una cazzata perché a chi ha già l’adsl non servirà, visto che tutte le offerte partono dagli 8 mega in su, ad un prezzo abbastanza abbordabile. A chi non ce l’ha, non servirà, perché se non se l’è fatto fin’ora vuol dire che non gli serve. Per dire: ai nonni, è inutile dargli l’adsl se prima non gli spieghi come usare un pc. Magari potrebbe servire a quelli che abitano in culo ai monti. Però, dopo la privatizzazione della Telecom, non può essere certo essere lo Stato a rimettersi a cablare. E allora? Pagherà Telecom – che certo non lo farà a prezzo di costo – per farlo? E perché Telecom e non Fastweb o Tiscali o Wind? Ma allora non sarà certo “per tutti”, visto che tanti ce l’hanno già e sono comunque già raggiunti dai provider, per cui nessuna spesa per lo Stato. Oppure, per chi ha già la connessione, lo Stato pagherà ai provider la percentuale pari ai 2 mega, facendo così ottenere uno sconto agli utenti? E il tutto, ciliegina sulla torta, mentre la tendenza è quella di fare a meno del fisso, con relative gabelle tipo pagare il doppino, per passare al mobile.
Malleus Fannullorum
Il Ministro Renato Institor
Brunetta annuncia la prossima fase della sua crociata contro i fannulloni: scovare i precari raccomandati, quelli che hanno ottenuto un contratto a tempo determinato grazie a raccomandazioni politiche.
Caro Ministro, mi permetto di suggerirle da dove cominciare: c’è un posto dove un migliaio circa di persone, senza la minima forma di controllo su presenze e produttività, lavorano per un tempo determinato di cinque anni, incassando ricche prebende. Tutte persone che stanno lì grazie alla raccomandazione politica dei capi partito, perché se c’erano le preferenze era tutta un’altra storia. Questo posto è il Parlamento.
Come dice scusi? Il Parlamento non vale? Che il suo obiettivo, quelli che affossano il paese, sono quelli che grazie all’intervento di un pezzo da novanta della politica ottengono favolosi contratti di tre o sei mesi da mille euro al mese?
Piano Man
Mario Baccini, che si è rifiutato di dare le proprie impronte digitali per il nuovo sistema anti pianisti di votazione in Parlamento, dice che il mandato parlamentare non si misura dalle votazioni. Nemmeno dalle presenze, visto che neanche quelle vengono conteggiate. E da cosa allora? Dalla qualità degli interventi? E chi la misura? E perché allora, e giro la domanda al Ministro Brunetta, per i comuni impiegati pubblici invece la presenza, e praticamente solo quella, fa metro?
The Brunetta Effect
Sul piano teorico è sacrosanta. Sul piano pratico è tutto da dimostrare. Sarà solo un caso sfortunato, ma grazie alla “lotta ai fannulloni” voluta dal Ministro Brunetta accadrà che a fine anno il mio contratto interinale con il Comune di Verona non sarà rinnovato ed io resterò a spasso. In compenso il fannullone dell’ufficio – che è il motivo per cui sono stato assunto: fare quello che lui non fa – resterà saldamente al suo posto. E hai voglia di controllare. Mica si assenta. Ci mette due ore per fare quello che si può fare in un quarto d’ora. Che fai, metti uno, e devi pagarlo, in pianta stabile a controllare se è lento?
Insomma magari l’effetto Brunetta farà pur sì che i dipendenti pubblici facciano meno malattie di comodo. Sul fatto però che poi, una volta in ufficio, battano la fiacca, è tutta un’altra questione. Controllare è costoso. Rognoso. E chi glielo fa fare ai dirigenti? Il tutto mentre i soliti Rizzo e Stella ci informano che quest’anno i costi della politica sono saliti di 100 milioni con voci, per dire, tipo la fornitura di agendine del senato, 260 mila euro, e le principesche liquidazioni per i parlamentari non eletti. Sul verificare poi il reale impegno di un parlamentare neanche a parlarne.
