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Post che trattano di

casta

21:13mercoledì14luglio2010
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Casta way

Le auto blu costano 4 miliardi l’anno. Brunetta si pavoneggia di risparmiarne la metà. Io penso che potremmo risparmiarli tutti, se i politici usassero le proprio vetture, o i mezzi pubblici, come ogni altro comune cittadino.

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19:57venerdì29gennaio2010
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Anche la Casta soffre la crisi?

Qualcuno sa dirmi per quale motivo nelle distributrici automatiche di biglietti ferroviari, accanto alla tariffa base, sono magicamente comparse quelle per ex-deputati ed ex-senatori? Si tratta della restrizione o di un’estensione di un beneficio?

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14:22giovedì5marzo2009
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Piano Man

Mario Baccini, che si è rifiutato di dare le proprie impronte digitali per il nuovo sistema anti pianisti di votazione in Parlamento, dice che il mandato parlamentare non si misura dalle votazioni. Nemmeno dalle presenze, visto che neanche quelle vengono conteggiate. E da cosa allora? Dalla qualità degli interventi? E chi la misura? E perché allora, e giro la domanda al Ministro Brunetta, per i comuni impiegati pubblici invece la presenza, e praticamente solo quella, fa metro?

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13:12mercoledì30gennaio2008
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Il Partito dei Blog

Massimo Mantellini
Mantellini c’entra

Avviso: non si tratta del solito post utopistico. Qua si parla di soldi.

Chissà se la fretta di tornare alle urse sia motivata anche dai rimborsi elettorali: un euro per avente diritto (per cui se votasse un solo italiano, il rimborso sarebbe comunque di 50 milioni circa – per camera) moltiplicato per la durata prevista della legislatura (per cui se il governo cadesse dopo un mese e si tornasse alle urne, il rimborso sarebbe comunque calcolato per 5 anni – per camera). Frutto di una leggina votata a inizio 2006 alla quasi unanimità.

Insomma ogni elezione costa, solo per quanto riguarda i rimborsi, mezzo miliardo di euro. Che si scrivono rimborsi, ma si leggono finanziamenti pubblici. Perché i partiti pigliano più di quel che spendono: eclatante il caso del Partito dei Pensionati che, a fronte di una spesa di sedicimila euro, incassò tre milioni.

Bene, allora visto che, destra o sinistra, fotterci ci fottono, perché non prenderci almeno una fetta della torta? La soglia di sbarramento per accedere ai rimborsi elettorali è dell’1%, circa 380 mila voti alla Camera e 340 mila al Senato. Prendiamo i primi cento su BlogBabel alla cazzo di cane, li candidiamo e tutta la blogosfera italiana converge a votali. A fronte di una spesa quasi nulla (a metterci un centesimo a testa sarebbe comunque il doppio dei fondi che aveva il Partito dei Pensionati), se raggiungessimo l’1% incasseremmo 5 milioni di euro. Certo, con dieci euro a testa non ci si fa un cazzo. Ma son sempre 5 milioni di euro in meno alla Casta.

E poi vuoi mai che eleggiamo Mantellini?

UPDATE: Comunque, al di là della boutade, mutuando l’adagio, io un iPod usato da Mantellini lo comprerei, se mi spiego.

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10:19mercoledì19luglio2006
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Froci col culo degli altri

A due settimane dal dirompente pacchetto Bersani è il pacchetto stesso a cominciare a dirompersi. Han cominciato i taxisti. In seguito agli scioperi, al blocco del traffico e a qualche pestaggio è parziale dietrofront. In quali termini non ho ben capito, ma visti i festeggiamenti da campioni del mondo presumo più vantaggioso per loro che per i cittadini.

Ah, a proposito di taxi. Mi è toccato di doverne prendere uno stamattina. Arrivo alla piazzetta di sosta a Porta Vescovo, ma quello che c’è sta per partire. Però, cortese, mi dice che segnala la mia presenza ad un collega. Dopo quasi dieci minuti un taxi arriva. Peccato che con il il tassametro già acceso e il supplemento radiotaxi. Quale onestà. Certo, sarà stato avvisato dal collega, ma io non ho chiesto di farlo. E mettiamo il caso che io fossi andato via e al mio posto ci fosse stato un altro. Cos’è non gli avrebbe fatto pagare il supplemento? Sicuro, ma poi scusa, mica ho dato i miei dati o cosa, come poteva sapere che io ero io? Anche perché non ero proprio lì davanti, ma mi ero spostato all’ombra dei giardini. L’ha preso per assunto. In malafede.

Chiusa la vertenza taxi si apre quella farmacie. Esiste una differenza fondamentale tra taxisti e farmacisti. Il taxista lo si fà per mestiere, il farmacista no. Cioè sì, ma no. Insomma: ci sono professioni che sono solo professioni, altre che sono – dovrebbero essere – missioni. Certo, la distinzione non è così dicotomica. Però non ce lo vedo uno a fare il taxista, il conducente d’autobus, il muratore, per vocazione, nel senso alto del termine. Lo fa per campare. Altre professioni invece, per natura o oggetto, hanno una componente in più. Tipo, appunto, quelle che ruotano intorno alla salute: dottori, infermieri, farmacisti. Lo scopo primario è l’essere al servizio del malato. Poi se ci guadagni e guadagni bene, bene. Ma poi. Non prima. Poter vendere i farmaci da banco anche nei supermercati, comunque sotto la supervisione di un laureato in farmacia, è un servizio aggiuntivo al malato, quindi è giusto punto. Chi sciopera contro questa possibilità quindi non lo fa per interesse del cittadino, ma per interesse delle sue tasche. Come dire che con il giuramento di Ippocrate ci si pulisce il culo.

Infine una considerazione sugli avvocati, ancora in corso lo sciopero di dodici giorni. E’ stupefacente. E’ l’unica professione al mondo che anche in sciopero riesce a ladrare. Perché sti dodici giorni mica te li scalano dalla parcella. Solo saltano le udienze, contribuendo magari ad avvicinarsi alla sempre tanto agognata prescrizione. Bel modo di vincere, per scadenza del tempo. E notare che anche l’avvocatura dovrebbe essere una di quelle professioni – missioni.

Dei notai, infine, ci sarebbe da dire che non ci dovrebbe essere da dire: semplicemente non ci dovrebbero essere.

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