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centrodestra

22:54giovedì15aprile2010
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Tre motivi per cui questa destra mi sta sul culo

Sostanzialmente sono tre i motivi per cui questa destra mi sta sul culo:

  1. Fa gli interessi dei pochi se non dei singoli.
  2. Li vendono come riforme a favore dei cittadini.
  3. Gli italiani, coglioni, ci credono.

L’ultima, in ordine di tempo, è la riforma dell’ordinamento forense in studio al Senato. Il ministro della giustizia Alfano ha avuto gran lena a spiegarci che le liberalizzazioni di Bersani per le tariffe degli avvocati avrebbero danneggiato i cittadini, per cui sarebbe meglio tornare al tariffario prestabilito. Beh, se così davvero fosse, trattandosi di una mera partita doppia, il maggior costo per i cittadini avrebbe significato un maggior guadagno degli avvocati. E’ matematica elementare. Ma allora com’è che questa riforma è fortemente voluta proprio dalla lobby degli avvocati?

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21:34martedì6aprile2010
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La politica italiana, in sintesi

La sinistra fa pena, la destra fa schifo.

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19:36lunedì29marzo2010
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A pigra corsa verso il baratro

Beh dai. Due anni del più spento governo Berlusconi di sempre ed il risultato delle regionali è che il centrodestra si riconferma ovviamente in Lombardia e Veneto, strappa Campania e Calabria al centrosinistra, è testa a testa in Piemonte e Lazio, ed è attaccato al culo di Vendola in Puglia. Fortuna che l’astensione ha favorito il centrosinistra.

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16:57martedì5febbraio2008
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L’occasione persa

Se stessimo guardando un film, anche un pessimo film, sapremmo che il tizio che esulta frettolosamente per la morte del mostro farà una gran brutta fine perché il mostro non muore mai subito. Insomma, sarebbe estremamente simpatico che per il centrodestra questa fretta elettorale si rivelasse in una sconfitta o, ancor più gustosamente, in una vittoria di misura. Uno, due senatori, giusto per vedere con quale faccia di merda giustificherebbero il ricorso al sostegno dei ai senatori a vita contro cui han detto peste e corna per due anni. Ma per carità, a parti inverse, mutatis mutandis, sarebbe stato identico. E questo è il primo grande male della politica italiana: il bipolarismo non ha prodotto due valide alternative di governo, ma due percorsi alternativi verso il declino. CONTINUA »

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13:01martedì20novembre2007
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I conti in tasca (la farsa dei 7 milioni di firme)

Allora. Berlusconi sostiene di aver raccolto 7.027.734 firme (6.800.000 nei gazebo, 71.580 via telefono e 156.154 su rivotiamo.it). Bene. A Verona, per bocca del coordinatore cittadino di Forza Italia Giorgio Gugole, ne sono state raccolte poco più di 8.000. A fare il conto più favorevole possibile a Berlusconi, il rapporto tra firme e popolazione, 8.000 / 256.541, è uguale a 0,03. Il 3%. Rapportato su scala nazionale il 3% di 58.147.733 è 1.744.432. Un milione e settecentorotti mila. C’è però che Verona, ricco Nord Est non certo amico del governo Prodi, sia una città solidamente di destra o, per lo meno, non di sinistra. Alle ultime comunali il candidato del centrodestra Flavio Tosi è stato eletto con il 60,75% dei voti. Ciò significa che, seppur questi calcoli siano ovviamente da prendere con le pinze perché Verona non è certo un campione statistico perfetto per l’Italia, è fortemente probabile che la percentuale di firmatari a Verona sia maggiore rispetto alla media nazionale. Per cui, ipotizzato che le 8.000 firme a Verona rappresentino il 60,75% dei consensi veronesi, e correggendo il dato per ricondurlo ad una media pilatesca nazionale del 50/50, otterremo 6.584 firme. Su 256.541, per 58.147.733 uguale un milione e mezzo di firme.

Che, signori, sarebbe pur sempre un degno risultato. Il fatto è che, se sulla base di un calcolo onesto, è probabile che le firme siano un milione e mezzo, ma me la si vuol menare che siano 7 milioni, per quale motivo dovrei ritenere che le firme veronesi siano 8 mila e non mille?

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19:36lunedì19novembre2007
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I’m all in

Premesso che alla fine della sera il due volte presidente del consiglio e multimiliardario è lui (leggi: c’avrà ragione, no?), sta cosa del partito del Popolo della Libertà, o come diavolo si chiamerà, mi sa tanto, per fare un paragone pokeristico, di uno che punta tutto su un bluff evidente. Dico evidente perché a ’sti milioni di firme (10, 100, 1000 milioni di firme!) non ci crede nessuno. Ed è forse proprio perciò – eppure trovo assai curioso, voi no? – che nessuno dei grandi quotidiani italiani, Corriere della Sera, la Repubblica, il Sole 24 Ore, si sia preso il brighino di andare a chiedere di conto, di queste firme.

Ed è chiaro che questa mossa non sia affatto rivolta alla sinistra, ma ai suoi. Ai suoi elettori, per rigalvanizzarli, e ai suoi alleati, quale Power Play: guardate che comando ancora io e senza di me voi non contate un cazzo.

Perché il fatto qual’è: è che a poker, per quanto tu possa essere sicuro, non sei mai del tutto sicuro. Berlusconi è pur sempre il chip leaderSave the chip leader, save the world, con due e più volte i tuoi soldi (voti). Te la senti di coprire la sua puntata? Perché sì, probabilmente non ha in mano niente – o almeno non quello che dichiara – ma tu cos’hai in mano?

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17:46giovedì11ottobre2007
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The Insider

Su Verona Blog un caso di inside citizen journalism.

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20:03giovedì14dicembre2006
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Il problema non è nemmeno la scelta

Impiegato pubblico al lavoroAltri splendidi casi di pubblici dipendenti fannulloni offertivi da Gian Antonio Stella. Il fatto che siano una minoranza (?) non riduce la questione di principio del problema: fosse anche uno solo su tre milioni, deve esserci un chiaro regolamento che consenta di mandarlo a casa a calci nel culo. Letteralmente, intendo.

Nutro però forti dubbi che la soluzione possa venire da un governo di centrosinistra che abbia una componente massimalista con un peso così fondamentale per la stabilità della coalizione. L’alternativa, e, in realtà, il referente naturale, sarebbe piuttosto il centrodestra. Ma tre milioni di voti sono sempre tre milioni di voti. Ed inoltre AN ed UdC sono partiti fortemente statalisti.

Per cui mettetevi il cuore in pace: centrosinistra o centrodestra, quelli resteranno sempre con il loro grasso culo ben piantato sulla sedia.

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19:06domenica12novembre2006
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Worst of both worlds

bipolarismoRicordo un fondo di non so chi sul Corriere che evidenziava uno dei benefici del bipolarismo: poiché ogni schieramento avrebbe presumibilmente fatto riforme di sviluppo a favore del proprio elettorato e tagli nei confronti quello avverso, l’alternanza politica avrebbe garantito sviluppi e tagli di qua e di là. Perfetto no?

Se non fosse che l’ipotesi tace sulla non poca remota possibilità che un governo cancelli del tutto o quasi le misure di quello precedente con l’effetto che i governi si susseguino e noi si resti sempre al palo. Vi è poi un altro problema per nulla indifferente: la volontà di governare, come alternativa alla volontà di ottenere consenso. Che non vuol dire, come ha detto Prodi, scontentare tutti; più semplicemente è sufficiente qualcuno.

Stringendo, nella migliore delle italie possibili: il centrodestra avrebbe dovuto liberalizzare e operare sui baracconi pubblici; il centrosinistra avrebbe dovuto operare sui privilegi delle caste, una per tutte: i notai, (senza però annullare le buone liberalizzazioni del centrodestra) e sostenere le classi più deboli (senza però reintrodurre gli insensati privilegi dei pubblici dipendenti).

InveceE non è mica questione di bipolarismo in sé. Perché l’alternativa, il Grande Centro, l’abbiam provata e ne abbiamo sotto gli occhi gli effetti. Il problema non è la configurazione. Il problema è la classe politica.: il centrodestra ha fatto poco per tutti, il centrosinistra, subito spaventato dalle reazioni ai tentativi di liberalizzazioni (taxisti, avvocati, farmacisti etc.) ha ripiegato sulla redistribuzione del redditoRiassunto con somma maestria da Brodo: Berlusconi mi aveva abbassato le tasse per finta mentre Prodi me le vuole alzare per davvero.. Oh, poi, in effetti, è ancora molto presto per giudicare, ma certo è che – e non è solo una sensazione – la speranza riposta in questo governo si sta già rapidamente volatilizzando.

Perché nella situazione in cui ci troviamo e, soprattutto, nella situazione in cui si trova il pubblico impiegoPer dire: se il numero 2 del SISMI mette su una sottorete illecita di spionaggio a fini personali o se un professore è condannato in via definitiva per pedofilia, mica lo licenziano: lo trasferiscono., dalla serietà al governo pretenderemmo qualche intelligente taglio qua e là, non un emendamento alla Finanziaria per regolarizzare 300-400 mila precari degli enti localiGrazie Diliberto..

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22:37lunedì26settembre2005

Scalfarotti del centrodestra cercasi

Salvo smentite dell’ultim’ora pare proprio che si faranno le primarie anche nel centrodestra. Ora il mio pensiero a proposito è lo stesso di quello espresso da Ernesto Galli della Loggia sul Corriere della Sera di domenica: è credibile pensare che, se come assai probabile saranno vinte da Berlusconi, gli alleati poi, come dovrebbe essere, si allineeranno zitti e muti sulla linea dettata dal Cavaliere? La coerenza sarebbe un suicidio politico, bel paradosso vero? Avrebbe avuto un senso se la cosa fosse stata lanciata da Berlusconi, come ha fatto Prodi per rafforzarsi, l’assurdo è che invece la proposta – la cui soluzione ragionevole è la sottomissione – viene dall’UDC che da mesi a questa parte piccona quotidianamente il premier. O si stanno e ci stanno tutti prendendo per il culo o mi sa che qui qualcuno ha fatto molto, molto male i conti.

Scalfarotto di centrodestra. Per mia conoscenza uno, che pure ci somiglia fisicamente (per sua ammissione), è lui. Poi c’è lui che proprio non ci somiglia. (2008: pare non essere più in circolazione). E soprattutto c’è un blog-collettivo (forse meglio chiamarlo blog-camerata big smile) che sicuramente potrebbe esprimere un nome.

Fratelli d'Italia 5.0 © 2003 - 2008 by Domiziano Galia.