La sinistra fa pena, la destra fa schifo.
centrosinistra
A pigra corsa verso il baratro
Beh dai. Due anni del più spento governo Berlusconi di sempre ed il risultato delle regionali è che il centrodestra si riconferma ovviamente in Lombardia e Veneto, strappa Campania e Calabria al centrosinistra, è testa a testa in Piemonte e Lazio, ed è attaccato al culo di Vendola in Puglia. Fortuna che l’astensione ha favorito il centrosinistra.
L’occasione persa
Se stessimo guardando un film, anche un pessimo film, sapremmo che il tizio che esulta frettolosamente per la morte del mostro farà una gran brutta fine perché il mostro non muore mai subito. Insomma, sarebbe estremamente simpatico che per il centrodestra questa fretta elettorale si rivelasse in una sconfitta o, ancor più gustosamente, in una vittoria di misura. Uno, due senatori, giusto per vedere con quale faccia di merda giustificherebbero il ricorso al sostegno dei ai senatori a vita contro cui han detto peste e corna per due anni. Ma per carità, a parti inverse, mutatis mutandis, sarebbe stato identico. E questo è il primo grande male della politica italiana: il bipolarismo non ha prodotto due valide alternative di governo, ma due percorsi alternativi verso il declino. CONTINUA »
The Insider
Su Verona Blog un caso di inside citizen journalism.
Casa Nostra
Da un Berlusconi o un berluschino te lo aspetti. Dai radical chic. Pure dai compagni della domenica. Ma se i leader della sinistra si comportano così, di fronte a tanta gente con problemi, beh, credo che per il futuro prossimo venturo per l’Italia non ci sia proprio più alcuna speranza, di sicuro moralmente parlando. Ecco, magari giusto i radicali, per quel che contano.
Si vedrà
Ricordo che una delle prime domande che posi e mi posi nei primissimi giorni in cui si cominciava a parlare di Partito Democratico era di contorno: se ci sarebbero stati anche i radicali. Con la testa rivolta all’omonimo partito americano non potei che rispondermi un convinto sì. I referenti mi risposero si vedrà. S’è visto.
Il diecino
- Primo: questa cosa del Senato
sede della collaborazione tra lo Stato e le autonomie regionali e locali
non mi convince fino in fondo, ma può esser mio fallo. Nel senso che temo fortemente possa diventare una palude o un teatro di battaglia. Voglio dire, una volta definite chiaramente le reciproche competenze che bisogno c’è di una camera apposita? Perché allora potremmo pure raddoppiare i parlamentini comunali in due, deputandone uno alla collaborazione con la regione, no? Ma se tagliassimo la testa al toro con un bel sistema monocamerale su base demografica regionale? - Secondo: 470 deputati? Facciam 400, dai.
- Terzo: Bravo, ora c’è solo da fissare il quorum. Io metterei pure un 10%, ma sospetto il rischio di pastoni elettorali che se poi pure non si sciolgono, comunque si impantanano. Per cui potremmo fare un 4%. Con un po’ di culo potremmo salvare i radicali e perdere Mastella.
- Quarto, Quinto, Sesto, Settimo, Ottavo, Nono: Sì.
- Decimo: uhm. Ma i ragazzi di sedici anni hanno una formazione politica sufficiente a capire il senso del voto? Non ce l’ho io che ne ho il doppio.
W for Walter: Ecco le dieci riforme per cambiare
Prendere posizione
Qui si sostiene Enrico Letta alla guida del Partito Democratico.
Anna Maria Artoni for President
Meritocrazia significa pari opportunità nella culla.
Questo blog lancia la campagna Anna Maria Artoni – ex Presidente dei Giovani Industriali, Presidente di Confindustria Emilia Romagna, una che certo non ha il busto di Stalin in casa – leader del Partito Democratico. Intelligente, giovane, donna e così siamo tutti contenti.


Meritocrazia significa pari opportunità nella culla.