Parliamo di un argomento al cui solo pensiero prudonomi le mani: il caro Euro.
Come ricorderete, i mesi precedenti all’introduzione della nuova moneta videro una serie di intensi dibatti sull’avvenimento. Uno dei punti centrali era: IN CHE MODO ANDRANNO ARROTONDATI I CENTESIMI?
La questione era fondamentale visto che le conversioni avrebbero prodotto, praticamente in ogni caso, cifre con svariati decimali: morale della favola, si sarebbe dovuto troncare alla seconda cifra decimale arrontondando in base alla terza (se la terza era da 0 a 4, la seconda restava tale; se da 5 a 0, la seconda aumentava di 1). Era facile prevedere però che qualche furbo
avrebbe lucrato sui centesimi, in modo da trarne un maggior guadagno. Infine giunse l’Euro, e si videro tante code agli sportelli per acquistare il kit con le nuove monete. La curiosità era tanta. Curiosità che avrebbe però avuto un prezzo.
Non si sa bene come cominciò. Non esiste una pietra miliare ben definibile. Ma la cosa certa è che cominciò presto. Si cominciò a notare un certo innalzarsi dei prezzi, prima sporadicamente, e poi la marea investì dilagando il paese. Dovunque la gente andava lamentandosi dei prezzi. Ben presto fu chiaro il meccanismo: una buona parte di commercianti avevano aggirato il complicatissimo problema dell’arrotondamento, inventandone uno tondo tondo e ben chiaro: tipo da 0.93 a 1 euro.
I cittadini (e vorrei sottolineare che non uso la parola consumatori
, che detesto) lamentavano rincari anche ben maggiori, nell’ordine del 100% in alcuni settori. La risposta che venne dai chiamati in causa fu:
Solo casi sporadici”
Ora, i signori del Governo, che dovevano vigilare sulla questione, hanno lasciato andare le cose come sono andate. Non solo: sapete qual’è stata la soluzione geniale per rilanciare la stagnante economia? Il famigerato e vergognoso spot: L’Economia gira con te
, quello in cui il consumatore, come loro vogliono, acquista la sua bella spesa ad i prezzi che loro impongono, e tutti per strada lo ringraziano.
MA VAFFANCULO.
I signori commercianti, se non sbaglio, in Italia hanno la più alta percentuale di presenza rispetto ai cittadini, dell’Unione Europea. Questo significa che ci sono moltissime persone che sono libere di fissare i prezzi come vogliono. Questo di per sé non ha nulla di male, a meno che un’ondata di ingordigia non attraversi questa categoria e stimoli un rialzo generale dei prezzi. Ed infatti hanno fatto proprio i loro grassi comodi, difesi da un miope presidente che sostiene a spada tratta la loro totale estraneità all’aumento del costo della vita, che “non è aumentato”: l’Istat, bandieruola del Governo, ci ricorda che da due anni a questa parte l’inflazione è intorno al 2.rotti %, quando in realtà sarà stata almeno del 10%. Evidentemente per lavorare all’Istat non serve conoscere matematica e società. I vertici Istat andrebbero immediatamente rimossi per incapacità, il paniere dovrebbe essere reso pubblico, così come il metodo per calcolare l’inflazione. E far si che le associazioni di cittadini possano dire la loro.
Dunque il quadro è che l’arbitro non ha arbitrato, gli “avversari” hanno barato ed hanno pure la faccia di culo di lamentarsi.
Un esempio concreto con nomi e cognomi?
Se anche le scarpe fossero aumentato del 100% a causa del caro euro, certo la cosa mi farebbe vomitare, ma non incazzare quanto l’aumento di frutta e verdura, ed alimentari in generale, indispensabili per la salute ed il nutrimento quotidiano.
Secondariamente: il folle costo delle verdure ci è stato giustificato con l’eccezionale siccità di questa estate. Ora, nel mio modestissimo orticello 4 x 2, personalmente zappato ed innaffiato a mano, le zucchine sono cresciute. Ma concessa anche la suddetta attenuante (che ormai però è giocata praticamente tutto l’anno), sarebbero dovuti lievitare i prezzi alla produzione no?
E invece:
100 coltivatori di Cavallino Treporti (Venezia) hanno venduto le zucchine a 1 / 1.10 euro al kg. al commerciante all’ingrosso COF SRL.
COF SRL ha venduto le zucchine al Mercato Generale ortofrutticolo di Milano a 1.30 euro al kg. ai commercianti al dettaglio.
I commercianti al dettaglio:
ESSELUNGA Via Bergamo, Milano, ha venduto al pubblico le zucchine a 2.25 euro al kg. (+125%)
NEGOZIO ORTOFRUTTA “ORTOFRESCO” Via Montenero, Milano, le ha vendute a 3.90 euro al kg. (+290%)
NEGOZIO ORTOFRUTTA Piazza Tricolore, Milano, ha venduto le zucchine a 6.20 euro al kg. (+520%)
Orbene, come si risponde a questi dati? Che sicuramente non sono un caso, visto che le verdure sono aumentate ovunque (ognuno di voi lo potrà toccare con mano).
Spinoso è anche il problema della soluzione.
La complessità è legata alla diffusione del fenomeno ed alla possibilità o meno di un intervento statale in tali questioni economiche.
1) Ogni cittadino dovrebbe già di conto suo selezionare dove fare acquisti.
Il problema è però che non tutti hanno il tempo per andare in un posto anziché un altro, solo per poter risparmiare qualcosa. Secondariamente, gli aumenti sono diffusi a macchia d’olio. In linea di massima però convengono sempre i supermercati rispetto ai piccoli commercianti.
Inoltre, se anziche fare 1 giorno di sciopero dei consumi, ci si sforzasse a fare 1 settimana secca, credo che la forza d’impatto sarebbe tale da far abbassare le orecchie a molti truffatori.
2) Commissione di Vigilanza sui Prezzi.
Quest’operazione sarebbe particolarmente complessa. Fino a che punto lo Stato si può intromettere nel libero commercio (parlo non solo dal punto di vista “morale”, ma anche “economico”: immagino ci siano regolamenti che l’Unione Europea ha imposto.
In linea teorica, questo è ciò che proporrei.
Si dovrebbero recuperare i prezzi medi dei beni precedenti all’introduzione dell’Euro e compararli a quelli attuali. Chi ha superato di un TOT il tasso di inflazione che l’ISTAT ci ha spacciato, viene multato molto pesantemente con accusa di speculazione.
Poiché secondo Billè, che non fa che chiedere a gran voce una soluzione per l’aumento dei consumi, i truffatori sono pochi, non avrà nulla da preoccuparsi per la sua categoria no?
Questo però è utopistico, mi spiego meglio:
MORTALE ERRORE E’ STATO AVER PUBBLICATO IN QUESTI 2 ANNI UN TASSO DI INFLAZIONE TOTALMENTE SBAGLIATO. L’inflazione rappresenta il costo della vita, se fosse calcolata correttamente, sarebbe appunto il costo della vista stessa! Se si fosse pubblicato correttamente il 10+%, almeno i salari sarebbero stati maggiormente adeguati. Invece si è nascosta la testa sotto la sabbia, e si è impedita la contromisura da parte dei cittadini o le sanzioni da parte del Governo.
Ora, ripeto, non so se esistano strumenti legislativi che permettano di fissare un tetto al costo della vita ma, fosse per me, andrebbero creati. O sotto forma di incentivi per gli onesti o disincentivi per i disonesti.
Perché se è vero che ogni commerciante è libero di fissare un prezzo, se il 90% dei commercianti rialzano i prezzi, senza motivo fattuale, ciò si configura de facto come un cartello. E questo può essere punito.