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craxi

19:21giovedì21gennaio2010
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Via Sandra Mastella

A sorpresa Sandra Lonardo Mastella confessa la sua piena colpevolezza: io come Craxi.

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17:02mercoledì20gennaio2010
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Sempre strumentalizzazione è

Ma quelli che oggi dicono che Craxi sia stato strumentalizzato quale unico simbolo della mala politica italiana, non lo stanno altrettando strumentalizzando quale presunta vittima di Tangentopoli?

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21:27mercoledì16settembre2009
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The Harbinger of Death

Ogni volta che mi assento prolungatamente da casa accade sempre qualche casino. Ricordo la prima guerra del golfo, il tentato colpo di stato in Russia, la morte di Lady Diana, Madre Teresa e Craxi, l’11 settembre ed in tempi più recenti la scomparsa di Michael Jackson, Mike Bongiorno e Patrick Swayze, che peraltro, avevo curiosamente sognato sabato notte scorso, insieme a John Travolta: occhio.

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18:52giovedì18dicembre2008
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Il rasoio di Occam applicato alla politica

Non voglio dire che tutti i politici siano disonesti, ma non mi si venga a dire che tutti siano onesti. Non è statisticamente verosimile. Solo che, regolarmente, quando qualcuno finisce sotto inchiesta, si proclama innocente e scatta la corsa alla solidarietà, alla meno peggio, solo quella della propria parte politica. Ma qualcuno che una volta si sia alzato ed abbia detto sì, l’ho fatto, sono colpevole c’è stato?

Uno c’è stato, a suo modo. E gli è “toccato” di scappare dall’Italia. Povero Bettino, così spregiudicato, e proprio quella volta difettò d’ingenuità. Fosse rimasto in Italia, ora della sentenza definitiva, sarebbe finito assolto, prescritto o condannato blandamente. Fateci caso, finiscono tutti così. A dire il vero ce n’è stato anche un altro che ha avuto i coglioni di ammettere, anch’egli a suo modo, la propria colpevolezza: Raul Gardini.

E allora le cose sono due: o ha ragione Berlusconi e c’è una magistratura che agisce davvero secondo un progetto politico, cercando di sputtanare qualche bersaglio, ma alla fine il limpido sistema giudiziario italiano scagiona l’innocente. Oppure, alla fine, una mano lava l’altra e tutto s’aggiusta all’italiana. O, volendo, un po’ dell’una e un po’ dell’altra.

Scegliete un po’ voi l’ipotesi che ritenete meno angosciante.

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23:43sabato28luglio2007
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Dello sputtanamento

  • Berlusconi dice che ha tanto finanziato la ricerca sulle staminali del suo caro amico Don Verzé – per la cui struttura privata a Verona la Regione Veneto stanziò 15 milioni di euro – che vivrà 100 anni. Il caro amico Don Verzé risponde che non ha visto un soldo.
  • Stefania Craxi, che sono dieci anni che, a torto o ragione, ce l’ha con la magistratura e la sinistra per le vicende di suo padre Bettino, ora che la magistratura ha chiesto di indagare la sinistra è contenta e va tutto bene. Dice che non ha assolutamente a che fare con la faccenda di suo padre e non fa che fare paragoni con la faccenda di suo padre.
  • Dopo aver fatto uso privato di un’ambulanza per andare in tv, dopo aver annunciato che si sarebbe dimesso, dopo aver ritirato le dimissioni perché i cittadini gli avrebbero chiesto di restare, ieri, ovvero il giorno prima di oggi quando assai probabilmente l’assemblea nazionale l’avrebbe espulso, Gustavo Selva ha lasciato Alleanza Nazionale per passare a Forza Italia. Non si hanno notizie di un solo membro di Forza Italia che abbia avuto qualcosa da ridire.
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13:53giovedì28dicembre2006
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Via Craxi

Via Craxi” invoca Forza Italia. Non capisco. Se n’è già andato da un pezzo no?

Se poi volessimo parlarne seriamente: poco chiacchiere. A favore ci son solo Forza Italia e qualche sparuto socialista. Già nel centrodestra UdC ed AN glissano, la Lega è addirittura contraria. Se però Stefania Craxi è davvero così convinta che la colpa sia solo dei cattivi comunisti, le lancio una proposta: dia la parola agli italiani, proponga un referendum. Poi però non si lamenti se sarà deserto perché gli italiani avran preferito andare al mare.

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16:06venerdì10dicembre2004
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Matematica elementare

Sento diversi economisti e politici che puntano il dito contro il basso tasso di natalità italiano, quasi che fosse motivo della scarsa crescita economica del paese. Ora io sarò pure un modesto politico, ma in matematica ho strappato diversi dieci.

Scorrendo pagine, cartacee e non, di offerte di lavoro non si ravvisa certo questa floridità di offerte appetibili alla disperata ricerca di giovani di talento che preferiscono restare a casa a poltrire. E’ innegabile che siano impieghi interessanti sul mercato, è innegabile anche che tanti siano preventivamente occupati per natali o amicizie. E’ notizia di qualche giorno fa che il 44% dei laureati in Giurisprudenza (laurea regina in Italia) abbiano di che lamentarsi per la carriera post accademica.

Per accedere alla professione di avvocato è necessario un tirocinio gratuito (nel senso che non si viene pagati) di due anni in uno studio avvocatorile. Questo di per se esclude tutti coloro che non siano nella possibilità di essere mantenuti, perché se mentre all’Università si può (con grande difficoltà) conciliare studio e lavoro, ciò è impossibile successivamente. Alla faccia delle pari opportunità: questa sarebbe la par condicio di cui si dovrebbe occupare il governo Berlusconi, altro che più tempo in tv per Forza Italia. Se tuttò ciò vale per Giurisprudenza figuriamoci cosa posso farci con la mia laurea in Lettere: vale meno del Foglio.

Insomma, è innegabile che l’offerta (intesa qui come chi si offre per lavorare N.d.R.) di lavoro superi o non si incontri con la domanda (chi ha bisogni di lavoratori), questo stante l’attuale tasso di crescita demografica. Io mi chiedo cosa accadrebbe se esso raddoppiasse o triplicasse per magia dall’oggi al domani. Semplicemente raddoppierebbe o si triplicherebbe il tasso di disoccupazione. Quale geniale soluzione per l’economia italiana!

Oltretutto la stessa richiesta di una maggiore proliferazione è stupida. Non prendiamoci per i fondelli: oggi si fanno quanti figli si fanno perché:

  1. si può, e se non se ne fanno di più è perché non si vuole;
  2. o si può con grandi sacrifici e non se ne potrebbero economicamente fare di più anche se si volessero;
  3. o non importa se si possa o meno, tanto li si manda a lavorare presto che portano i soldi a casa e magari garantiscono assegni dello Stato e questi sarebbe meglio non facessero figli.

L’unico margine di ipotesi di crescita demografica si riscontra quindi nella seconda categoria, che ne è però impossibilitata per motivi economici. Eccolo qua: sempre l’ingessamento dell’economia italiana. Ecco quindi che il maggior incremento demografico non può che discendere da un precedente riavvio virtuoso del sistema. Questo, immettendo più ricchezza nelle tasche delle famiglie permetterebbe l’incremento della natalità ed i nuovi giovani andrebbero poi a ricoprire i maggiori incarichi che una società in crescita richiederebbe.

Ora la domanda fatale: come si disincrosta l’economia italiana? Ecco qui comincia il compito degli economisti. Certamente l’aumento dell’età pensionabile non va in questa direzione. Chiaramoci: è tecnicamente necessaria perché per decenni ladroni pubblici hanno prosciugato le casse Inps fino a sottrarre la ricchezza di una generazione e perché in effetti l’aspettativa di vita è aumentata.

Però così facendo si ingessa ancora di più il mercato del lavoro: per cinque anni (e cinque anni sono tanti al giorno d’oggi) vengono congelati migliaia di accessi all’impiego mentre i venticinquenni diventano trentenni. Tutto questo fatto da una maggioranza che si riempe assai a sproposito la bocca della parola libertà e liberismo e mentre vengono assunti quasi 10.000 insegnanti di religione nella scuola pubblica. La cui reale utilità al sistema (ed io sono uno che crede molto all’importanza della cultura e dei valori, non solo del mercato, mercato, mercato) è prossima a quella degli ombrellai. Vedete ombrellai in giro? Con tutto il rispetto per gli ombrellai, certamente un mestiere affascinante.

Comunque le cose da fare sono sempre le stesse da sempre e c’è sempre lo stesso motivo da sempre per cui non si fanno (come disse una volta Craxi a chi glielo suggerì Ma ci vuoi far perdere le elezioni?): le poltrone su cui si sta seduti sono molto comode e non sono mai abbastanza e, pare strano (ammetto che non l’ho ancora capita del tutto), paga di più accontentare quei due, tre milioni di persone giuste che non i quaranta milioni di cittadini che non contano un cazzo.

Solo tratteggiando le cose da fare:

  • Infrastrutture per un più veloce ed effice transito di cose e persone (che non vuol dire il Ponte sullo Stretto o meglio vada ma solo dopo che si è fatto tutto il resto);
  • Decisi investimenti per un potenziamento energetico ecocompatibile, ma riconsiderare, perché no, il nucleare;
  • Lotta senza quartiere all’evasione fiscale oltre che alla mafia;
  • Abolizioni di tutti quei privilegi, licenze o corporazioni che garantiscono alcuni gruppi professionali e di potere. Una bella “tirata d’orecchie” a banche, assicurazioni e tlc;
  • Un bello sfoltimento del pubblico impiego;
  • Un bel taglio con gli aiuti di stato, da trasformare in incentivi appetibili per chi davvero crea ricchezza;
  • Un bella regolamentazione della classe politica: se hai l’onore di stare in parlamento non puoi svicolare per dedicare tempo alla tua personale professione, vero signori avvocati?
  • Basta dare soldi alla FIAT.

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