Da una parte la giustizia italiana condanna Google perché non rimosse prontamente il video di bullismo nei confronti di un down. Che è un po’ come come condannare un’azienda di bitumazione perché sulle strada è avvenuto un incidente.
Dall’altra invece David Mills viene comunque dichiarato colpevole, ma la fa franca per una manciata di giorni grazie alla prescrizione. Che è un po’ come se per legge i libri dovessero avere al massimo 100 pagine, che la storia sia finita o meno.
