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Post che trattano di

dipendenti pubblici

21:49mercoledì2dicembre2009
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Gentile per forza

Brunetta ne ha sparata un’altra: l’obbligo della gentilezza per i dipendenti pubblici. Tralasciando ogni riflessione sull’ossimorica imposizione per forza della gentilezza, sarebbe il caso che qualcuno faccia (gentilmente) notare a Brunetta che sarebbe il primo della lista a beccarsi una valanga di segnalazioni per scortesia.

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14:02mercoledì12novembre2008
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The Brunetta Effect

Sul piano teorico è sacrosanta. Sul piano pratico è tutto da dimostrare. Sarà solo un caso sfortunato, ma grazie alla “lotta ai fannulloni” voluta dal Ministro Brunetta accadrà che a fine anno il mio contratto interinale con il Comune di Verona non sarà rinnovato ed io resterò a spasso. In compenso il fannullone dell’ufficio – che è il motivo per cui sono stato assunto: fare quello che lui non fa – resterà saldamente al suo posto. E hai voglia di controllare. Mica si assenta. Ci mette due ore per fare quello che si può fare in un quarto d’ora. Che fai, metti uno, e devi pagarlo, in pianta stabile a controllare se è lento?

Insomma magari l’effetto Brunetta farà pur sì che i dipendenti pubblici facciano meno malattie di comodo. Sul fatto però che poi, una volta in ufficio, battano la fiacca, è tutta un’altra questione. Controllare è costoso. Rognoso. E chi glielo fa fare ai dirigenti? Il tutto mentre i soliti Rizzo e Stella ci informano che quest’anno i costi della politica sono saliti di 100 milioni con voci, per dire, tipo la fornitura di agendine del senato, 260 mila euro, e le principesche liquidazioni per i parlamentari non eletti. Sul verificare poi il reale impegno di un parlamentare neanche a parlarne.

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15:37giovedì28agosto2008
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Mamma ho perso l’aereo

Dice il Ministro per le Infrastrutture Altero Matteoli che con la nuova Alitalia nessuno resterà a casa. Frenate l’entusiasmo: non sta parlando dei disagi di noi passeggeri, ma dei settemila esuberi che saranno ricollocati nel pubblico. Settemila.

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20:03giovedì14dicembre2006
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Il problema non è nemmeno la scelta

Impiegato pubblico al lavoroAltri splendidi casi di pubblici dipendenti fannulloni offertivi da Gian Antonio Stella. Il fatto che siano una minoranza (?) non riduce la questione di principio del problema: fosse anche uno solo su tre milioni, deve esserci un chiaro regolamento che consenta di mandarlo a casa a calci nel culo. Letteralmente, intendo.

Nutro però forti dubbi che la soluzione possa venire da un governo di centrosinistra che abbia una componente massimalista con un peso così fondamentale per la stabilità della coalizione. L’alternativa, e, in realtà, il referente naturale, sarebbe piuttosto il centrodestra. Ma tre milioni di voti sono sempre tre milioni di voti. Ed inoltre AN ed UdC sono partiti fortemente statalisti.

Per cui mettetevi il cuore in pace: centrosinistra o centrodestra, quelli resteranno sempre con il loro grasso culo ben piantato sulla sedia.

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23:47martedì12dicembre2006
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Tutti dentro allo Stato, che rilascia scontrino fiscal

Diliberto canta vittoria: Avremo l’assunzione di 300 mila precari dello Stato. Per carità non son mica i 300 mila il problema. Come Ichino riassume nel fondo del Corriere, sono, anzi, coloro che spesso tappano le falle dei pubblici impiegati di ruolo. E allora perché non facciamo così: assumiamo pure i 300 mila, ma in cambio del licenziamento, e sono generoso, di 150 mila stabili. D’accordo?

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20:09venerdì3novembre2006
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Camorristi, pubblici dipendenti, taxisti e preti

  • Ditemelo, perché io davvero non ci arrivo. Secondo Prodi a Napoli non servono né esercito né leggi speciali. Incrociando ciò col fatto che quindici anni di normale amministrazione del centrosinistra non hanno minimamente risolto il problema camorra, su quali base si suppone che stavolta sarà diverso?

  • Attenzione: è una freddura. Basta che i sindacati minaccino lo sciopero et voilà, sbloccati i fondi per il rinnovo del contratto dei pubblici dipendenti. Circa introdurre una valutazione meritocratica dovremmo aspettare lo sciopero dei pubblici dipendenti meritevoli?

  • Se preferite c’è sempre da raccogliere pomodori. Il Comune di Roma dispone 2.300 nuovi licenze di taxi. In un paese civile non farebbe nemmeno notizia, banale amministrazione: più offerta di servizi è elementarmente un bene. In Italia fa notizia e i taxisti – ovviamente – protestano. E avevano pure avuto la faccia tosta di chiedere un rialzo delle tariffe.

  • La quadratura del cerchio. Pollari, speriamo ancora per poco direttore del Sismi ha affermato che già nel 2001 ricevette da Pio Pompa – inquisito quale mente di una presunta centrale interna ai servizi segreti di disinformazione – un dossier sull’affaire Telekom Serbia. A cui l’avrebbe dato Don Luigi Verzé. Il prete preferito di Berlusconi a cui, nella Finanziaria 2005, erano stati destinati d’imperio 15 milioni di euro per la costruzione di una struttura ospedaliera privata.

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13:21venerdì19novembre2004
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Tra meritocrazia ed equità

Mi ha particolarmente colpito un passaggio dell’articolo di Marina Zanolli sul Corriere del Veneto di oggi, in merito all’agitazione dei dipendenti comunali a Verona alla prospettiva della cancellazione dei premi di produzione:

All’assessore certo non sfugge il fatto che un’amministrazione di centrosinistra non può andare dritta a testa bassa sulla via meritocratica.

Ecco, questo è un buon modo per perdere le elezioni o comunque offrire un servizio di pessima qualità alle istituzioni. Nessun può negare che gli uomini abbiano differenti caratteri, qualità e meriti e quindi differentemente vadano trattati. Non sto parlando di stilare meccanicamente una classifica, ma riconoscere, com’è di fatto, che ci sono persone che più di altre si impegnano, che ci sono persone più oneste di altre, che ci sono persone più buone di altre. Non siamo ipocriti, nel concreto lo facciamo tutti: non scegliamo forse chi frequentare, valutando gli uni e gli altri? Ed allora perché non lo si dovrebbe fare sul posto del lavoro, dove a maggior ragione si dovrebbe valutare la capacità operativa della persona? Il pubblico impiego non può essere un calderone d’assunzioni clientelari o di comodo. Proprio per la sua natura pubblica deve avere come primo fino il servizio d’eccellenza ai cittadini e ciò richiede impiegati di eccellenza e quindi un processo di selezione.

Il centrosinistra rivendica un’attenzione maggiore rispetto al centrodestra verso la questione sociale, ma questo non significa trattare tutti allo stesso modo, come d’altro canto non deve significare interessarsi solo dei vincenti, perché la questione della meritocrazia è complessa. Il Presidente del Consiglio, in merito alla riforma fiscale, ha sostenuto che sarebbe sensato cominciare a ridurre le aliquote per i redditi alti poiché prodotti da persone più brave e meritevoli. Io ho opposto che sarei interessato a conoscere quale sia il merito di John Elkann che certamente guadagna più di me. A parte l’essere nipote del fù Avvocato, il quale non è questione di capacità, ma di genetica.

Ecco dove sorge il problema: le capacità di un uomo sono necessariamente formate anche dall’ambiente in cui cresce. Una famiglia solida, affettiva, brillante e facoltosa con maggior facilità consentirà una crescita piena di stimoli, rispetto ad una famiglia problematica. Non è la regola, esistono varianti anche clamorose in un senso o nell’altro, ma è una buona norma d’approssimazione. Essendo questa tendenza di natura è impossibile da alterare, ma si può (e si deve) operare per migliorare la condizione di vita delle famiglie più disagiate, in modo da dare il via ad un circolo virtuoso di elevazione sociale.

Se quindi dico sì ad una franca valutazione operativa sul posto del lavoro – e conseguente riconoscimento del merito – perché il suo senso è la qualità del servizio che si offre, non la sistemazione del lavoratore, parimenti si operi ad un rafforzamento della base del sistema sociale, famiglie ed istruzione. Ecco perché sono sbagliati i soldi a pioggia: si premino i più virtuosi ed il resto sia destinato a servizi sociali fondamentali. A meno che questi compensi non siano di fatto un rafforzamento di uno stipendio considerato insufficiente. Ma allora è di un’altra questione di cui si sta parlando.

Questo il compito di una amministrazione di centrosinistra, come di centrodestra, perché non è filosofia di parte, è filosofia sensata.

Fratelli d'Italia 5.0 © 2003 - 2008 by Domiziano Galia.