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ex cirielli

20:41martedì18novembre2008
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Ingiustizia è fatta

Callisto Tanzi ed alcuni amiciNel caso vi sia sfuggito, Callisto Tanzi ha dichiarato che sì, era a conoscenza del crac Parmalat e che ciò sia stato volutamente nascosto a lungo, ma non pensava che avrebbe danneggiato i cittadini, perché credeva che solo “investitori istituzionali” possedessero titoli azionari (marci). Mi ricorda la storiella di quel gerarca nazista che tentò di discolparsi sostenendo che sapeva sì, che fossero dei forni, ma pensava nel senso di quelli dove si fa il pane.

Comunque rallegratevi: da ieri, avendo Tanzi compiuto 70 anni, non potrà più andare in galera neanche se condannato grazie a quella bellissima legge che, ricordate?, risponde al nome di ex Cirielli, che va giù dura coi piccoli criminali e allenta la presa sui potenti, promulgata indovinate da chi e per chi. Se ne parlava giusto tre anni fa.

E quindi, senza nemmeno più aspettare la sentenza che comunque, ci scommetto, sarà risibile rispetto al danno procurato e mai del tutto rimborsato, possiamo tranquillamente mettere la parola fine alla vicenda del crac Parmalat. Fine all’italiana, ovviamente.

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22:48mercoledì30novembre2005
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Salvarne uno per sacrificarne cento

Approvata la legge ex Cirielli. Nata come un giusto giro di vite contro la grave delinquenza, ha subito un parassitaggio che ha abbattuto i tempi di prescrizione per i reati dei colletti bianchi, guardacaso calzante per Cesare Previti. Poi l’UDC, in un moto di dignità?, ha fatto passare un emendamento che esclude il beneficio per i processi già in corso, guardacaso scalzante per Cesare Previti, che paradossalmente ora potrebbe fare ricorso alla Consulta per incostituzionalità della legge.

Insomma lo stratagemma nato per Previti è finito a non aver alcun riflesso di lui. In compenso potrebbero saltare i processi Parmalat, Cirio e Bibop. Ok, aumenta la severità per i reati di mafia, ma i due casi suddetti? 14 miliardi di euro? Non so quanti mafiosi abbiano rubato altrettanto. La cosa assurda è che la riduzione dei termini di prescrizione è stata spacciata come un metodo per accelerare i processi. E’ come se vi dicessero che dovete scrivere la tesi in metà del tempo previsto, sennò addio laurea. Senza fornirvi i mezzi per essere doppiamente veloci.

Se l’obiettivo fosse stato davvero la rapidità processuale non sarebbe stato più efficace riformare e potenziare l’organico?

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