Brunetta dichiara guerra ai bamboccioni, lanciando la proposta di una legge che costringa i figli ad uscire di casa a 18 anni. Il tutto dopo aver ammesso che lui stesso, a trent’anni, non era capace di rifarsi il letto. Signor Brunetta, io ho lavorato per cinque anni presso una pubblica amministrazione come lavoratore somministrato. Poi sei arrivato tu e la tua lotta ai fannulloni ed hai impedito i rinnovi dei contratti. Il risultato è che io sono rimasto a casa e il fannullone il cui lavoro dovevo accollarmi io, è rimasto al suo posto. Sarà stata un’eccezione, sicuramente. Ma quell’eccezione è la mia vita. E il vero scandalo è che uno che a trent’anni non sapesse farsi il letto abbia avuto questo potere di decidere della mia vita. E vaffanculo.
fannulloni
Malleus Fannullorum
Il Ministro Renato Institor
Brunetta annuncia la prossima fase della sua crociata contro i fannulloni: scovare i precari raccomandati, quelli che hanno ottenuto un contratto a tempo determinato grazie a raccomandazioni politiche.
Caro Ministro, mi permetto di suggerirle da dove cominciare: c’è un posto dove un migliaio circa di persone, senza la minima forma di controllo su presenze e produttività, lavorano per un tempo determinato di cinque anni, incassando ricche prebende. Tutte persone che stanno lì grazie alla raccomandazione politica dei capi partito, perché se c’erano le preferenze era tutta un’altra storia. Questo posto è il Parlamento.
Come dice scusi? Il Parlamento non vale? Che il suo obiettivo, quelli che affossano il paese, sono quelli che grazie all’intervento di un pezzo da novanta della politica ottengono favolosi contratti di tre o sei mesi da mille euro al mese?
Piano Man
Mario Baccini, che si è rifiutato di dare le proprie impronte digitali per il nuovo sistema anti pianisti di votazione in Parlamento, dice che il mandato parlamentare non si misura dalle votazioni. Nemmeno dalle presenze, visto che neanche quelle vengono conteggiate. E da cosa allora? Dalla qualità degli interventi? E chi la misura? E perché allora, e giro la domanda al Ministro Brunetta, per i comuni impiegati pubblici invece la presenza, e praticamente solo quella, fa metro?
Questo sarà l’anno del rinnovamento morale, me lo sento
Mettiamo anche che il sindaco di Pescara, Luciano D’Alfonso (PD), indagato per corruzione, sia assolutamente innocente. C’è comunque che la mossa di ritirare le dimissioni (ma solo dopo che era stato scarcerato proprio perché si era dimesso) e darsi malato a tempo indefinito per evitare il commissariamento del comune sia di una meschinità assoluta.
Perché le ipotesi sono due:
- D’Alfonso si è davvero
miracolosamente
ammalato gravissimamente nell’arco di una manciata di giorni, roba tipo tumore fulminante. Se sì, non me ne frega un cazzo (a voi frega qualcosa di tutta la gente malata che non conoscete? No). Se no, si meriterebbe che gli venisse. - Un medico compiacente (guarda caso del PD) gli ha certificato una diagnosi assolutamente fasulla. Fosse anche la depressione il fondamento, allora io avrei dovuto passare gli anni ‘90 a casa con un cospicuo sussidio statale. Purtroppo sono onesto (o ingenuo o coglione: sono del tutto equivalenti – ed è probabilmente proprio per ciò che mi deprimo).
Comunque, tutta sta lotta ai fannulloni e vogliamo mandarlo un ispettore a verificare lo stato di salute del signor d’Alfonso e, mi permetto un diretto quindi, radiare lui ed il medico da ogni incarico pubblico grazie?
E buon anno (non lo sarà) a tutti gli onesti o ingenui o coglioni.
The Brunetta Effect
Sul piano teorico è sacrosanta. Sul piano pratico è tutto da dimostrare. Sarà solo un caso sfortunato, ma grazie alla “lotta ai fannulloni” voluta dal Ministro Brunetta accadrà che a fine anno il mio contratto interinale con il Comune di Verona non sarà rinnovato ed io resterò a spasso. In compenso il fannullone dell’ufficio – che è il motivo per cui sono stato assunto: fare quello che lui non fa – resterà saldamente al suo posto. E hai voglia di controllare. Mica si assenta. Ci mette due ore per fare quello che si può fare in un quarto d’ora. Che fai, metti uno, e devi pagarlo, in pianta stabile a controllare se è lento?
Insomma magari l’effetto Brunetta farà pur sì che i dipendenti pubblici facciano meno malattie di comodo. Sul fatto però che poi, una volta in ufficio, battano la fiacca, è tutta un’altra questione. Controllare è costoso. Rognoso. E chi glielo fa fare ai dirigenti? Il tutto mentre i soliti Rizzo e Stella ci informano che quest’anno i costi della politica sono saliti di 100 milioni con voci, per dire, tipo la fornitura di agendine del senato, 260 mila euro, e le principesche liquidazioni per i parlamentari non eletti. Sul verificare poi il reale impegno di un parlamentare neanche a parlarne.
Al via la caccia ai fannulloni
A partire da settembre le ore lavorative
dei parlamentari aumenteranno dalle 20 attuali a 28 la settimana.
