il blog più letto dai blogger più letti
Post che trattano di

fiat

16:08venerdì25giugno2010
PREV »

Il fallimento dell’Italia

Mentre eravamo tutti assorti ad osservare il disastro della nazionale di calcio ai mondiali, si è consumato il vero fallimento dell’Italia: il referendum di Pomigliano d’Arco dove la Fiat, che da sessant’anni in questo paese fa quel cazzo che gli pare, ha chiesto agli operai, in estrema sintesi, di sacrificare un po’ dei loro diritti in cambio di un lavoro da miseria. Ha vinto il sì, ma un sì disperato e non genuflesso come la dirigenza si aspettava, che se Agnelli fosse vivo te lo immagineresti il suo disgusto con la erre moscia. E allora la Fiat ci ripensa.

« NEXT
18:50martedì17febbraio2009
PREV »

We Didn’t Start the Fire – 2009 Edition

Una crisi mondiale, lo Stato contro Englaro, tentativi di golpe, uno stupro al giorno, Facebook diventa proprietario di tutti i contenuti, il Vaticano revoca la scomunica ad un negazionista, migliaia di disoccupati, milioni di euro alla Fiat, i concessionari che piangevano miseria già si fregano le mani, Napoli nella merda (tanto per cambiare), Soru perde, Veltroni si dimette, Mastella torna in campo, l’Antitrust multa Tim e Vodafone meno di quanto hanno incassato con una condotta illecita, Gabriella Carlucci si prepara ad oscurare (nel senso medievale) internet.

Continuate voi.

« NEXT
19:19giovedì5febbraio2009
PREV »

Venga il Tuo regno. A spazzare via questa merda di paese

Quanto vorrei che il governo mettesse lo stesso assillante impegno che sta profondendo per bloccare la sospensione dell’alimentazione forzata di Eluana Englaro nel fare qualsiasi altra legge a favore di tutti quegli italiani che hanno problemi (altrettanto) seri: chi si dissangua per le cure mediche, chi per l’assistenza degli anziani, chi abbia perso il lavoro, chi non abbia una casa.

Invece, da una parte si accanisce su questo caso, e solo esclusivamente per il suo valore simbolico: della sofferenza silenziosa se ne sbatte i coglioni. Dall’altra è pronto a varare il piano anticrisi – nel frattempo la cifra dei lavoratori a rischio nel comparto auto è salita magicamente ad un milione, che se non si sbrigano scopriremo che tutti i 50 milioni di italiani lavorano per la Fiat – con delle misure che aiuteranno da una parte solo le grandi aziende, dall’altra le fasce sociali sostanzialmente benestanti, perché per chi è davvero nei guai, comprare una macchina nuova o ristrutturare la casa, non è certo all’ordine del giorno.

Ma e poi: ormai la macchina ce l’hanno quasi tutti. Chi non ce l’ha e ne abbia bisogno, la comprerebbe comunque. Averne una nuova, invece, è una spesa assolutamente superflua. Ed è ovvio che in un momento di crisi, un mercato praticamente perennemente saturo come quello delle automobili sia il primo ad essere svantaggiato. E’ probabile che in questo periodo la gente cambi meno spesso anche il cellulare. Dovremmo versare qualche miliardata anche alla Nokia, alla Sony e perché no alla Apple, no?

Ah no, vero. Quelle non hanno migliaia di lavoratori italiani che da cinquant’anni vengono regolarmente usati come strumento di ricatto nei confronti dello Stato.

« NEXT
10:52venerdì30gennaio2009
PREV »

Quando diceva un milione di posti di lavoro, intendeva persi?

Ricordo che qualche mese fa Tremonti insisteva sul fatto che saremmo stati protetti dalla ricaduta della crisi americana perché il nostro sistema bancario, forse anche a causa del suo ingessamento, avrebbe retto. E infatti il sistema bancario ha retto. E’ il paese che sta andando a puttane.

Prima Marchionne spara 60 mila posti di lavoro a rischio nel settore auto, Montezemolo esorte pure a “fare presto”, Confindustria rilancia a 300 mila più 250 mila nel settore costruzioni. Più di mezzo milione. Ecco io vorrei che qualcuno mi spiegasse per filo e per segno in che modo e per quali vie questa crisi stia avendo questi effetti. Già potrei capire il settore auto, ma un settore “immobile” come le costruzioni?

Insomma, non è che qui qualcuno stia approfittando della tempesta per lucrarci un po’ su, no? E tutti i guadagni netti che il settore auto ed immobiliare hanno fruttato negli anni ricchi, saranno impiegati per far fronte alla crisi o tenuti al caldo mentre ci pensa lo Stato a togliere le castagne dal fuoco? E tutti i singoli lavoratori che non fanno comparto e che egualmente perderanno il lavoro, a loro non va niente perché non fanno lobby?

« NEXT
12:08mercoledì28gennaio2009
PREV »

Questione di priorità

Sentite un po’, parliamo di questi possibili aiuti al settore auto, che dovrebbero concretizzarsi come incentivi alla rottamazione. Anzitutto: o sono destinati a tutto il settore in generale, e allora dividi la torta per tutti i produttori e quindi non ottieni certo una misura funzionale a salvare neanche un posto di lavoro per cui sono soldi buttati. Oppure sono destinati solo alla Fiat – come suggeriscono gli incontri faccia a faccia tra governo e dirigenza – il che non potrebbe essere possibile, ma tanto in caso prima lo fanno, la Fiat ci guadagna, e poi in caso l’Europa ci multerà, e pagheremo noi cittadini.

In questa seconda evenienza, che ritengo la più probabile, mi chiedo. La Fiat, di suo, ci metterà qualcosa? Per esempio: la 500 costa dagli 11 ai 15 mila euro. Quanto sarà il guadagno netto, tolte tutte le spese di produzione, per ogni vettura? Certo un calcolo preciso non è possibile, ma sicuramente è possibile una buonissima stima. Ecco io vorrei che, prima di ottenere qualsiasi aiuto, Fiat ci dicesse ufficialmente quanto ricava. Pochissimo, fino ad un massimo di 500 euro a vettura, per cui il vantaggio è nella vendita di massa? Oppure dai 1000 euro in su? Perché allora, visto che in molti stiamo in difficoltà, alcuni più di altri e sicuramente l’azionariato Fiat se la cava molto meglio della maggioranza dei cittadini, sarebbe cosa buona e giusta che facessero la loro, riducendo perlomeno temporaneamente, il guadagno, se proprio hanno così tanto il culo in fiamme.

Concludendo, peraltro, che gli incentivi alla rottamazione non vanno certo a vantaggio delle fasce sociali più deboli. Non sono mille euro di differenza, su diecimila, che ti spingono a cambiare vettura se hai difficoltà ad arrivare fine mese. Neanche fossero cinquemila. E’ questione di priorità. E gli aiuti al settore auto non lo sono di certo.

« NEXT
10:14mercoledì24dicembre2008
PREV »

Regolare un’indagine

La Fiat non ha soldi per pagare i dipendenti, ma ha 17,8 milioni di dollari da versare agli Stati Uniti, 7 al dipartimento di Giustizia e 10 alla Sec, l’autorità che vigila sul mercato, per regolare un’indagine sul pagamento di presunte tangenti durante il programma Oil for Food in Iraq.

Che la Fiat sia colpevole si desume da due argomenti: la Fiat stessa ammette che si tratta di fatti che si riferiscono ad un governo non più in carica, quasi come fosse una giustificazione, quando invece è un’aggravante; se la Fiat, il potente di turno, accetta di pagare, vuol dire che è colpevole al di là di qualsiasi spregiudicato tentativo di cavarsela.

L’amara postilla è che quando il potente di turno accetta di pagare 10, vuol dire che l’operazione gli ha fruttato almeno 30. Ricordate amici: rubare conviene. Non sto parlando a voi pezzenti da qualche centinaia di euro, a voi vi beccano e vi fate cinque anni secchi di galera. Parlo di tanti, tanti soldi. Milioni, miliardi. Intanto potrete pagarvi fior fiore di avvocati. E poi se e quando si arriverà a sentenza, sempre che il fatto costituisca ancora reato, non vi daranno che una briciola del dovuto. Se poi vi fate scaltri e intestate tutto alla moglie siete in una botte di ferro.

« NEXT
19:18lunedì15dicembre2008
PREV »

The Sun Always Shine on Torino

Lapo ElkannLo Stato non si decide a dare aiuti alla Fiat? No problem: la Fiat se li prende. Detto, fatto: 60 mila lavoratori, l’intera produzione, in cassa integrazione (intanto) per un mese. Il Natale, agli operai Fiat, glielo pagheremo noi italiani. Mentre John e Lapo Elkann lo passeranno a far bagordi sulle spiagge di Copacabana. E neanche una cartolina.

« NEXT
15:11giovedì4dicembre2008
PREV »

Dirty Sexy Money

Gianni AgnelliDovete sapere che nell’estate del 2007 Margherita Agnelli, figlia di Gianni Agnelli e madre di John e Lapo Elkann, ha citato in giudizio la propria madre Marella Caracciolo e i consiglieri dell’Avvocato, Franzo Grande Stevens, Siegfried Maron e Gianluigi Gabetti, che mo’ risponde pan per focaccia, in merito alla spartizione dell’eredità di Gianni Agnelli.

Non sto qua a menarvela coi dettagli e con le meschinità, la questione è: ma con tutti i soldi che lo stato ha regalato alla Fiat nel corso di almeno un trentennio, l’eredità dell’Avvocato dei Miei Stivali non dovrebbe spettare ai cittadini italiani?

« NEXT
00:28lunedì24novembre2008
PREV »

L’economia gira con te Reloaded

Le imprese si reggono sui consumi. E’ perciò sui consumatori che dobbiamo fare leva perché le dimensioni della crisi dell’economia reale non siano estreme.

Ecco svelato il piano segreto di Berlusconi per far fronte alla crisi economica mondiale: persuadere i consumatori a continuare a consumare. Che si facciano un fido, basta che continuino a spendere, cribbio! Voi ve lo ricordate lo spot voluto dal fu Ministro per le Attività Produttive Antonio Marzano, L’economia gira con te? Io me lo ricordo bene, tanto era infame.

E poi, ci avete fatto caso di come la questione del lavoro sia del tutto scomparsa dall’agenda politica? Un tempo qua erano tutti milioni di posti di lavoro. Oggi pare non interessi a nessuno. CONTINUA »

« NEXT
16:22giovedì9agosto2007

You’ll be fine and you’ll be happy when I’m gone

C’è questa pubblicità del gruppo Zucchetti sul Corriere della Sera che è qualcosa di fenomenale. C’è il paròn, Mino Zucchetti, che ci racconta del grande valore del software Zucchetti nonostante egli non sappia usare il computer, rispondere ad una e-mail e non conosca le lingue straniere. E vabbé, tanto di cappello, solo sarei curioso di sapere come minchia è riuscito a tirare su un gruppo da oltre 1.600 addetti e soprattutto perché il software, se non ne sapeva una cippa. Ma è nella chiusa che giganteggia: Immaginate cosa potranno fare per il vostro successo quando non saranno più condizionate dai miei limiti… E’ come se Agnelli avesse pubblicamente detto che quando sarebbe morto la Fiat sarebbe andata molto meglio. Che poi in effetti – guarda un po’ – è andata proprio così.

Fratelli d'Italia 5.0 © 2003 - 2008 by Domiziano Galia.