è irascibile e mordace
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giustizia

15:27sabato1maggio2010
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L’onorabilità di Scajola

Sono convinto che Claudio Scajola uscirà pulito da questo presunto scandalo. Questo nonostante gli 80 assegni circolari per un importo di 900 mila milioni di euro siano testimoniati da chi ha versato i soldi, dalla banca che li ha emessi, da chi li ha consegnati a Scajola, da chi li ha presi da Scajola e dalla banca in cui sono stati versati.

Solo che sopra questi assegni non c’è scritto Claudio Scajola. Per cui è assolutamente plausibile che Zampolini li abbia persi per strada e le sorelle Papa li abbiano trovati per terra. O anche più probabilmente, che si tratti di un complotto finianocomunista ai danni di questo onorabilissimo Ministro della Repubblica. Non credo sia possibile, ma sarebbe curioso analizzare le impronte digitali su questi assegni. Sono certo non si troverebbe traccia di quelle del Ministro. Ed anche fosse, sarebbe assolutamente plausibile che qualcuno le avesse apposte artificiosamente.

Sono convinto che Claudio Scajola uscirà pulito da questo presunto scandalo perché, in Italia, innocenza o colpevolezza sono dettagli insignificanti, se ti chiami Claudio Scajola. Se invece, tua sfortuna, ti fossi chiamato Mario Rossi, a quest’ora saresti già in galera. Anzi no. No perché a te nessuno avrebbe regalato 900 mila euro.

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12:42giovedì1aprile2010
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Avete vinto, contenti?

Berlusconi detta l’agenda riformistica per i prossimi tre anni: giustizia (cazzi suoi) e presidenzialismo (cazzi suoi). Federalismo e Riforma fiscale non pervenuti. In pratica saranno uguali a questi primi due. Cambieranno giusto le escort.

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23:21giovedì25febbraio2010
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Due pesi e nessuna misura

Da una parte la giustizia italiana condanna Google perché non rimosse prontamente il video di bullismo nei confronti di un down. Che è un po’ come come condannare un’azienda di bitumazione perché sulle strada è avvenuto un incidente.

Dall’altra invece David Mills viene comunque dichiarato colpevole, ma la fa franca per una manciata di giorni grazie alla prescrizione. Che è un po’ come se per legge i libri dovessero avere al massimo 100 pagine, che la storia sia finita o meno.

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19:21giovedì21gennaio2010
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Via Sandra Mastella

A sorpresa Sandra Lonardo Mastella confessa la sua piena colpevolezza: io come Craxi.

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02:40mercoledì23dicembre2009
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Pilati d’Italia

Sapendone quanto l’uomo della strada di codice penale, trovo che una condanna per omicidio che da 30 anni scenda a 16 sia una bestemmia nei confronti di qualsiasi sensato fondamento di quella che dovrebbe chiamarsi giustizia: o Rudy Guede ha ucciso Meredith Kercher e si merita l’ergastolo, altro che 30 anni, o non l’ha uccisa e deve essere assolto. Infliggere 16 anni è come dire che forse l’ha uccisa o forse no, ed in entrambi i casi non è tanto grave.

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15:59lunedì21dicembre2009
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Già che c’eravamo potevamo reintrodurre la pena di morte

Chi istiga a commettere delitti contro la vita e l’incolumità delle persone o ne fa apologia, sarà punito con la reclusione da tre a dodici anni. Se il fatto è commesso avvalendosi di comunicazione telefonica o telematica (internet e social network), la pena è aumentata.

Sorvolando sul fatto che l’istigazione a delinquere è reato già previsto e punito da uno a cinque anni, il disegno di legge del senatore Lauro ci pone all’avanguardia nella lotta alla criminalità. Quel “la pena è aumentata” sarà applicata d’ufficio, visto che nessuno è tanto scemo da fare istigazione su un giornale e voglio vederlo un processo ad uno che abbia detto al bar che si augura la morte di tizio, senza nasconderci, peraltro, che è proprio il mezzo telematico che volevano colpire. Poi ci sarebbe da ricordare che i gruppi di istigazione sono nati a conseguenza del gesto e non a suo fondamento. Ed infine, se ci sarebbe stata la stessa interessata solerzia se il bersaglio fosse stato uno dell’altra parte politica.

Ma tant’è, se dovesse essere approvato, l’augurarsi la morte di qualcuno sarà di colpo promosso a reato meno grave solo di sequestri, rapine a mano armata (non le semplici), omicidi (non colposi) e stragi, scavalcando la violenza sessuale anche su minori di anni 14 e, manco a dirlo, l’associazione mafiosa e qualsiasi reato a scopo di lucro.

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22:56venerdì11dicembre2009
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Ciò che dovreste chiedervi

Gaspare Spatuzza dice che i fratelli Filippo e Giuseppe Graviano operavano da collegamento tra Cosa Nostra e Berlusconi, attraverso Marcello dell’Utri. Gaspare Spatuzza è un pentito di mafia, ed ha tutto l’interesse a collaborare con lo Stato, per quanto possano essere affidabili i pentiti, ma questa è un’altra storia.

Filippo Graviano, ha seccamente negato di aver mai conosciuto Marcello dell’Utri. Suo fratello Giuseppe ha detto che il suo stato di salute non gli consentiva di rispondere all’interrogatorio. Aperta parentesi: dovrebbe essere realmente in fin di vita per non poter rispondere sì o no ad una semplicissima domanda. Giuseppe Graviano non risulta però essere afflitto da alcuna patologia invalidante. Più semplicemente: si è avvalso della facoltà di non rispondere. Filippo e Giuseppe Graviano non sono pentiti di mafia e non hanno perciò alcun interesse a collaborare con lo Stato.

Ora ascoltate un momento una storiella: un giorno, ad un detenuto di Guantanamo, viene offerta per magia l’opportunità di scegliere se costringere Bush alle dimissioni e macchiare indelebilmente le fondamenta stesse della democrazia americana, con chissà quali ripercussioni a livello internazionale. Secondo voi cosa avrebbe fatto il detenuto di Guantanamo?

Per cui se avete giusto quel minimo di vivacità mentale per cui di fronte ad un punto di domanda tentate di dargli una risposta, anziché chiedervi chi è il coglione che ha disegnato un ciuffo sul punto, questo è ciò che dovreste chiedervi:

Per quale motivo un mafioso, uno che della negazione dello Stato ha fatto la sua ragione di vita, dovrebbe essere onesto tanto per esserlo, non cogliendone alcun beneficio, quando una tanto attesa e facile menzogna, accusare dell’Utri di collusione mafiosa, sarebbe stata il colpo più potente mai inferto nella storia ad uno stato, e specialmente al governo che si vanta pubblicamente di essere quello che più di tutti ha combattuto contro la mafia?

Questo è ciò che dovresti chiedervi. Questo e se non sia quantomeno bizzarro che, di volta in volta, pur con tutte le giustificazioni del caso, dei mafiosi condannati con sentenza definitiva, suscitino sentimenti di eroismo e meraviglia in un Senatore della Repubblica.

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17:05domenica6dicembre2009
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Previously on Parmalat

Riassunto delle puntate precedenti: nel 2003 la Parmalat va in bancarotta per 13 miliardi di euro, il più grande crac finanziario della storia europea. Dopo cinque anni, nel 2008, Callisto Tanzi è condannato, in primo grado, a dieci anni di carcere per truffa dal tribunale di Milano.

Primo appunto: tutti gli altri vengono assolti o patteggiano o la fanno franca grazie alla legge ex-Cirielli.
Secondo appunto: con la legge sul processo breve che il governo vorrebbe varare, il processo sarebbe stato prescritto.
Terzo appunto: dieci anni di carcere a fronte di 13 miliardi di euro significa un giorno di galera per ogni circa 4 milioni di euro; di contro, negli stessi giorni, un furto di un pacchetto di biscotti del valore di 1,29 euro, fu punito con tre anni di carcere, perché il criminale era recidivo. Evidentemente amava i biscotti.
Quarto appunto: con lo sconto dei tre anni per l’indulto e quello sempre automaticamente assegnato per buona condotta, dai dieci anni di carcere si scende a quattro e mezzo: un giorno di galera per ogni 8 milioni e mezzo di euro.
Quinto appunto: in realtà, proprio grazie alla ex Cirielli, scritta apposta per evitare il carcare al settantenne Previti, ne beneficia anche il settantenne Tanzi: zero giorni di galera per 13 miliardi di euro.

Resta comunque ancora in svolgimento il processo che si svolge a Parma, ancora fermo in primo grado, per bancarotta, per il quale comunque varranno i suddetti appunti.

Nel frattempo, comunque, dalla sua mega villa a Parma, Tanzi si era ovviamente detto dispiaciuto, disposto a collaborare e ad aver già reso tutto ciò di cui disponesse.

Se non che, la settimana scorsa, la Guardia di Finanza gli ha sequestrato 19 quadri, tra cui alcuni Monet, Picasso e Van Gogh, nascosti nelle soffitte di amici e parenti, per un valore di oltre 100 milioni di euro.

Quindi io mi chiedo: cosa bisogna fare perché, in un paese civile e democratico, qualcuno si decida ad uccidere Tanzi?

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18:09giovedì8ottobre2009
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Bravo: si chiama conflitto di interessi

Con la bocciatura del lodo si crea un problema: da una parte c’è Silvio Berlusconi premier, legittimato da milioni di voti, che ha diritto di governare, e, dall’altra, vi è il cittadino Silvio Berlusconi, che ha il diritto di difendere se stesso nelle aule di tribunale.

Angelino Alfano, Ministro della Giustizia.

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22:43venerdì18settembre2009

El Pibe de Mierda

A Maradona, in Italia per una cura dimagrante, han sequestrato gli orecchini da 4.000 euro, mica cazzi, per via del suo debito col fisco italiano pari a 36 milioni di euro. Fanno così: ogni volta che torna in Italia gli ciuffano qualcosina. Hai voglia a ripianare il debito. Domandina semplice semplice: ma un’evasione fiscale da 36 milioni di euro non meriterebbe un arrestino e tenerlo dentro finché non abbia versato fino all’ultimo centesimo, lo stronzo?

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