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immigrazione

19:58martedì12gennaio2010
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Di cosa parliamo quando parliamo di Rosarno

Non per fare il politicamente scorretto, anzi, voglio proprio fare il politicamente scorretto, ma tutti quelli che parlano di lavori che gli italiani non vogliono più fare, li hanno per caso mai fatti? Non c’è mica tanta differenza con il che mangino brioches di Maria Antonietta. Bisognerebbe casomai chiedersi perché e come gli italiani abbiano smesso di farli. Perché quando ancora non c’erano immigrati, erano italianissimi braccianti a raccogliere i pomodori e dubito fortemente che venissero profumatamente pagati.

Il punto qui non è il razzismo. Il punto qui è lo sfruttamento. E’ che qui è più facilmente evidenziato dal diverso colore della pelle. Ma è altrettanto sfruttamento quelli dei ragazzini napoletani allevati dalla Camorra, e pure di quello tutti lo sanno e tutti se ne fottono.

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15:11martedì24febbraio2009
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Il problema non sono i romeni. Il problema è l’Italia

Quando non un Borghezio qualsiasi, ma il ministro della Giustizia romeno, Catalin Preodiu, ci viene a dire che il 40% dei pregiudicati romeni ricercati con mandato internazionale si trova in Italia significa che un problema esiste.

Non il problema dei romeni di per sé; non il problema dei romeni criminali di per sé; è il problema che i romeni criminali prediligano chiaramente l’Italia. Cominciate a chiedervi perché.

(Nel frattempo un italiano ubriaco e drogato ha investito ed ucciso un romeno e subito Rita Bernardini, che non imparerà mai che non è mai troppo tardi per tacere, si dichiara sgomenta per il doppiopesismo perché il ragazzo non è stato arrestato. Ma come, prima corri in carcere ad assicurarti se degli stupratori stiano bene e poi ti lamenti perché non arrestano uno? Non hanno toccato Caino, dovresti essere contenta, no? Non è doppiopesismo questo? Io gli taglierei i coglioni ad entrambi, più equipesista di così.)

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10:21lunedì16febbraio2009
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Il dito e la luna #2

Pugno duro del governo sugli stupri dopo i recenti casi. In linea col precedente ddl sulla sicurezza sulle cure mediche, da oggi in poi la vittima avrà la facoltà di denunciare il clandestino che l’abbia violentata.

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21:04domenica15febbraio2009
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Il dito e la luna

Io un’idea per quietare la polemica sugli stupri ad opera degli immigrati clandestini ce l’avrei. Diamogli la cittadinanza italiana appena sbarcano in Italia.

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21:36sabato31gennaio2009
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La legge ammette ignoranza

Non avete idea di quanti decreti di espulsioni per immigrati clandestini vengano annullati perché l’immigrato non conosce l’italiano ed anche la traduzione in una delle lingue “universali”, inglese, francese o spagnolo, non basta perché è ammesso solo qual’ora sia impossibile la traduzione nella lingua dell’immigrato. Ma l’impossibilità è insussistenete perché è sicuramente possibile trovare qualcuno che quella lingua sappia scriverla.

E’ che trovo curioso come, però, in molti riescano a sfruttare questo appiglio legislativo. Ma allora mi chiedo: non conoscendo la lingua italiana, ed essendo questa una scusante riconosciuta, per quale motivo dovrebbero essere tenuti a conoscere qualsiasi legge italiana, visto che in italiano sono scritte?

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23:51sabato30agosto2008
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E a noi l’Austria quando ci rimborsa?

5 miliardi di dollari in 20 anni. E’ l’entità dell’accordo con cui l’Italia salderà il “debito coloniale” alla Libia. Ottenendo in cambio più petrolio e meno clandestini. Giusto un pochino incazzati gli italiani che vivevano in Libia a cui furono confiscati tutti i beni ed espulsi. Sono proprio curioso di vedere quale sarà il flusso di immigrazione clandestina da oggi in poi. Direi che, nella migliore delle ipotesi, cominceranno a partire dalla Tunisia. E secondo me lo suggerirà Gheddafi stesso.

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23:34mercoledì21maggio2008
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Un governo coi Maroni

Per quanto possa essere presto per dirlo, ma il buongiorno si vede dal mattino, no? questo governo sta tirando fuori i coglioni. Quattro termovalorizzatori, militari nelle discariche e arresto per gli agitatori. Si fa così, cazzo. Anche le misure per la sicurezza sarebbero buone: concettualmente il reato di immigrazione clandestina è sacrosanto. Peccato solo che avrà l’effetto di ingolfare le aule dei tribunali, sempre che qualcuno davvero venga processato: arrivano cento clandestini al giorno e che fai, un maxiprocesso ogni volta?
Ma piuttosto: se vogliamo combattere l’immigrazione clandestina – se, altrimenti è un altro discorso – non si fa prima e meglio a ritraghettare indietro i barconi anziché scortarli alle nostre coste? Indietro dove? In acque libiche. Lo sappiamo tutti che vengono da lì. E sennò va bene lo stesso: come siamo “costretti” ad accoglierli noi nelle nostre acque territoriali, così la Libia no? Dai e dai che li riporti indietro magari cominciano a partire un po’ meno, o si orientano verso altre mete. Mica per spirito umanitario gli spagnoli ci hanno attaccati sull’ipotesi di giro di vite sull’immigrazione: è che gli brucia il culo che possano puntare verso loro.

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17:46martedì6novembre2007
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Tra un’espulsione e un’altra

Al di là di tutto esiste il problema, ammesso in primo luogo dalle stesse autorità rumene e, mi sento d’affermare, ampliabile anche per quanto riguarda altre nazioni, che persone propense a delinquere battezzino l’Italia quale meta preferibile per via della non brillante efficienza del nostro sistema giuridico. Se poi a ciò aggiungiamo la politica lassista di controllo delle frontiere marittime e la diffusione della pratica del lavoro in nero beh, chiamali stupidi. Per cui ben vengano le espulsioni per chi se lo merita, ma forse si potrebbe alzare ancora, e meglio, la soglia di deterrenza. Meglio anche per chi non abbia nulla da temere: perché se più un confine è labile più si corre il rischio di fare di tutta l’erba un fascio. E allora.

Uno: posta, per quanto riguarda gli extracomunitari, una chiara politica di immigrazione che tenga conto delle esigenze – e successive responsabilità, prego – del mercato del lavoro italiano, più una, ritengo, doverosa e fissata quota di accessi liberi per chi voglia tentar la sorte, gli altri non entrano. E quando dico non entrano intendo che non entrano. Che ne impedisci l’ingresso nelle acque italiane. Se proprio proprio ci si porta dietro dei bei chiattoni, li si trasborda dalle (strategiche) carrette e li si riporta indietro al confine con le acque territoriali da cui sono partiti e livi li si lascia in custodia alle rispettive autorità. Mica potranno rifiutarsi di riprenderseli, no?

Due: gli immigrati rinosciuti colpevoli di un reato li si estrada a forza a scontare la condanna nel proprio paese d’origine e così svuotiamo pure un bel po’ le carceri e loro son contenti che son vicino a casa.

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17:46giovedì11ottobre2007
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The Insider

Su Verona Blog un caso di inside citizen journalism.

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20:57martedì2ottobre2007

Chi fa la spia è figlio di Maria

Oh sì sì. Io adesso ce lo vedo Amato che usa il pugno di ferro contro quel giudice che ha acconsentito alla scarcerazione di Piancone. Ma voi l’avete sentito mai di un giudice licenziato? Il problema è che in Italia non è mai colpa di nessuno. E per forza poi, che se non si trova il bersaglio il malumore diventa diffuso: contro i politici, contro i giudici, contro i preti, contro gli immigrati. E non contro Tizio, Caio, Don Sempronio o Abdul, come dovrebbe essere. Il fatto qual è? E’ che così, in verità, si comprende che è la colpa stessa ad essere realmente diffusa. Perché se gli altri non si dissociano mai, pigliando e cacciando lo stronzo di turno a calci in culo, significa che non gli conviene, per un motivo o per un altro. E dubito si tratti di un motivo nobile.

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