Non voglio dire che tutti i politici siano disonesti, ma non mi si venga a dire che tutti siano onesti. Non è statisticamente verosimile. Solo che, regolarmente, quando qualcuno finisce sotto inchiesta, si proclama innocente e scatta la corsa alla solidarietà, alla meno peggio, solo quella della propria parte politica. Ma qualcuno che una volta si sia alzato ed abbia detto sì, l’ho fatto, sono colpevole c’è stato?
Uno c’è stato, a suo modo. E gli è “toccato” di scappare dall’Italia. Povero Bettino, così spregiudicato, e proprio quella volta difettò d’ingenuità. Fosse rimasto in Italia, ora della sentenza definitiva, sarebbe finito assolto, prescritto o condannato blandamente. Fateci caso, finiscono tutti così. A dire il vero ce n’è stato anche un altro che ha avuto i coglioni di ammettere, anch’egli a suo modo, la propria colpevolezza: Raul Gardini.
E allora le cose sono due: o ha ragione Berlusconi e c’è una magistratura che agisce davvero secondo un progetto politico, cercando di sputtanare qualche bersaglio, ma alla fine il limpido sistema giudiziario italiano scagiona l’innocente. Oppure, alla fine, una mano lava l’altra e tutto s’aggiusta all’italiana. O, volendo, un po’ dell’una e un po’ dell’altra.
Scegliete un po’ voi l’ipotesi che ritenete meno angosciante.
