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Post che trattano di

lavoro

19:04mercoledì4agosto2010
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Tempismo

Ieri ho mandato il mio curriculum a Unicredit. Oggi Unicredit ha annunciato 4.700 licenziamenti.

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13:34mercoledì4agosto2010
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E’ iniziata la ripresa. Della crisi

Mi è arrivato il sussidio di disoccupazione dell’INPS: 22,83 euro.

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16:08venerdì25giugno2010
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Il fallimento dell’Italia

Mentre eravamo tutti assorti ad osservare il disastro della nazionale di calcio ai mondiali, si è consumato il vero fallimento dell’Italia: il referendum di Pomigliano d’Arco dove la Fiat, che da sessant’anni in questo paese fa quel cazzo che gli pare, ha chiesto agli operai, in estrema sintesi, di sacrificare un po’ dei loro diritti in cambio di un lavoro da miseria. Ha vinto il sì, ma un sì disperato e non genuflesso come la dirigenza si aspettava, che se Agnelli fosse vivo te lo immagineresti il suo disgusto con la erre moscia. E allora la Fiat ci ripensa.

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14:24giovedì22ottobre2009
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A laureati massimi voti con pluriennali esperienze, max 23 anni, offresi volantinaggio full time 500 euro al mese. Si pretende totale abnegazione e spirito di sacrificio

Fintanto che il 90% delle offerte di lavoro sarà a tempo determinato e pagato di merda, proporzionalmente meno degli impieghi a tempo indeterminato quando dovrebbe essere il contrario, il posto fisso sarà un valore, eccome. E, cara Emma Marcegaglia, non si accettano lezioni a tal proposito da chi ha ereditato bell’e pronto un impero industriale leader nel mondo.

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10:18lunedì9marzo2009
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Malleus Fannullorum

Il Ministro Renato Institor Brunetta annuncia la prossima fase della sua crociata contro i fannulloni: scovare i precari raccomandati, quelli che hanno ottenuto un contratto a tempo determinato grazie a raccomandazioni politiche.

Caro Ministro, mi permetto di suggerirle da dove cominciare: c’è un posto dove un migliaio circa di persone, senza la minima forma di controllo su presenze e produttività, lavorano per un tempo determinato di cinque anni, incassando ricche prebende. Tutte persone che stanno lì grazie alla raccomandazione politica dei capi partito, perché se c’erano le preferenze era tutta un’altra storia. Questo posto è il Parlamento.

Come dice scusi? Il Parlamento non vale? Che il suo obiettivo, quelli che affossano il paese, sono quelli che grazie all’intervento di un pezzo da novanta della politica ottengono favolosi contratti di tre o sei mesi da mille euro al mese?

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10:37giovedì26febbraio2009
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Eccellente, scioperanti

Gli scioperi mi stanno sul cazzo. Oltretutto, oggi, non servono assolutamente a niente. Di sicuro non quelli di un giorno. Forse quelli colossali e perduranti. Ma il punto è che negli uni come negli altri la moda è diventata usare i cittadini come campo di battaglia. Un tempo si scioperava non entrando nelle fabbriche dei padroni. Oggi gli operai bloccherebbero una strada. E a me, che sono una persona che si fa mille riguardi di non rompere le balle a nessuno, che dei perfetti sconosciuti possano usarmi come strumento di ricatto in una trattativa mi urta un pochino.

Ciò detto, la proposta del Ministro Sacconi di istituire uno sciopero virtuale, ovvero che tu al lavoro ci vai normalmente però non prendi lo stipendio, pare uscita dritta da una puntata dei Simpsons. Sono però indeciso se attribuirla all’idiozia di Homer o all’avidità del signor Burns.

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12:29mercoledì4febbraio2009
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Tenetela pure. Ma a pulire i cessi. Con la lingua

Nel frattempo Daniela Martani è uscita volontariamente dalla casa del Grande Fratello per difendere il suo diritto al lavoro e quello dei suoi colleghi, sostenendo inoltre di avere subito un’ingiustizia e di aver quindi diritto un risarcimento morale. Smessi i panni della starletta è tornata subito, con convenienza quanto ipocrisia, ad indossare quelli della pasionaria che si riempie la bocca con il termine diritto. E allo scrivente è invece assai chiaro cosa sia l’unica cosa adatta a riempire la bocca della Martani.

Manda pure a dire a Colannino che gli ha rovinato il suo sogno più bello e 8 mila persone non hanno più lavoro per colpa sua. Che vorrebbe essere invitata da Berlusconi – che celerità nell’offrirsi al potere – che casomai è più colpevole di Colannino nell’affaire Alitalia, avendo fatto fallire la prima trattativa con Air France. Che lei non è una hostess, fa la hostess, lei è un’artista. Carla Bruni ha cominciato a cantare a 40 anni no? (E potremmo pure aprire un capitolo sulle fortune di Carla Bruni, a cominciare da quanto abbia contato il suo essere figlia di un ricchissimo industriale).

Io, nel mio piccolo, ho scritto alla compagnia aerea. Se la Martani non viene licenziata in tronco, e ci starebbe pure una richiesta di danni, altro che risarcimento, non prenderò mai più un volo Alitalia.

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10:52venerdì30gennaio2009
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Quando diceva un milione di posti di lavoro, intendeva persi?

Ricordo che qualche mese fa Tremonti insisteva sul fatto che saremmo stati protetti dalla ricaduta della crisi americana perché il nostro sistema bancario, forse anche a causa del suo ingessamento, avrebbe retto. E infatti il sistema bancario ha retto. E’ il paese che sta andando a puttane.

Prima Marchionne spara 60 mila posti di lavoro a rischio nel settore auto, Montezemolo esorte pure a “fare presto”, Confindustria rilancia a 300 mila più 250 mila nel settore costruzioni. Più di mezzo milione. Ecco io vorrei che qualcuno mi spiegasse per filo e per segno in che modo e per quali vie questa crisi stia avendo questi effetti. Già potrei capire il settore auto, ma un settore “immobile” come le costruzioni?

Insomma, non è che qui qualcuno stia approfittando della tempesta per lucrarci un po’ su, no? E tutti i guadagni netti che il settore auto ed immobiliare hanno fruttato negli anni ricchi, saranno impiegati per far fronte alla crisi o tenuti al caldo mentre ci pensa lo Stato a togliere le castagne dal fuoco? E tutti i singoli lavoratori che non fanno comparto e che egualmente perderanno il lavoro, a loro non va niente perché non fanno lobby?

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20:12giovedì11dicembre2008
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Se non hanno pane, che mangino Parmigiano

Parmigiano ReggianoSta cosa me l’ero persa, anche se in effetti il Corriere ne parlava ad ottobre. Comunque oggi Carletto Darwin riporta un articolo del WSJ: il governo italiano acquisterà 200 mila forme tra Parmigiano e Grana che poi devolverà in “beneficienza ai poveri”. Costo dell’operazione: 50 milioni di euro. Ma lo scopo principale è quello di aiutare i produttori che, con la crisi, producono ad un costo superiore a quello di vendita – o almeno così sostengono. Che se stavamo a dar retta a tutti le lagne dell’ex presidente della Confcommercio Billè (indagato) avremmo dovuto fare una finanziaria solo per aiutare i commercianti. Quelli dell’operazione ricarico sull’euro.

Un po’ incazzati i poveri: e su che cazzo lo usiamo il formaggio, che non abbiamo di che mangiare? A questo punto si attende con ansia che il governo risponda al disperato appello dei produttori di grattuge Alessi così, per soli altri venti, trenta milioni di euro, i poveri potranno avere il set completo. Ma e poi? Vogliamo lasciarli senza piatti, posate e tovaglioli? E i bicchieri? Che i poveri devono bere a terra come gli animali? E soprattutto, che i produttori di bicchieri non hanno pure loro la crisi, perdio?

(Il punto è che il Parmigiano ed il Grana, sono alimenti accessori, cazzo. Oltretutto uno non si inventa a farli da un giorno all’altro. Si parla di produttori storici e che i loro momenti d’oro li hanno certo avuti. Che cazzo di diritto hanno più di qualsiasi altra categoria? E questo mentre migliaia di lavoratori – sottoscritto incluso – rischiano di restare a casa da gennaio. Vaffanculo)

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00:28lunedì24novembre2008

L’economia gira con te Reloaded

Le imprese si reggono sui consumi. E’ perciò sui consumatori che dobbiamo fare leva perché le dimensioni della crisi dell’economia reale non siano estreme.

Ecco svelato il piano segreto di Berlusconi per far fronte alla crisi economica mondiale: persuadere i consumatori a continuare a consumare. Che si facciano un fido, basta che continuino a spendere, cribbio! Voi ve lo ricordate lo spot voluto dal fu Ministro per le Attività Produttive Antonio Marzano, L’economia gira con te? Io me lo ricordo bene, tanto era infame.

E poi, ci avete fatto caso di come la questione del lavoro sia del tutto scomparsa dall’agenda politica? Un tempo qua erano tutti milioni di posti di lavoro. Oggi pare non interessi a nessuno. CONTINUA »

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