Fino al 1992 è concorso esterno in associazione mafiosa. Dopo il 1992 è Politica.
via Macchianera
Fino al 1992 è concorso esterno in associazione mafiosa. Dopo il 1992 è Politica.
via Macchianera
Gaspare Spatuzza dice che i fratelli Filippo e Giuseppe Graviano operavano da collegamento tra Cosa Nostra e Berlusconi, attraverso Marcello dell’Utri. Gaspare Spatuzza è un pentito di mafia, ed ha tutto l’interesse a collaborare con lo Stato, per quanto possano essere affidabili i pentiti, ma questa è un’altra storia.
Filippo Graviano, ha seccamente negato di aver mai conosciuto Marcello dell’Utri. Suo fratello Giuseppe ha detto che il suo stato di salute non gli consentiva di rispondere all’interrogatorio. Aperta parentesi: dovrebbe essere realmente in fin di vita per non poter rispondere sì o no ad una semplicissima domanda. Giuseppe Graviano non risulta però essere afflitto da alcuna patologia invalidante. Più semplicemente: si è avvalso della facoltà di non rispondere. Filippo e Giuseppe Graviano non sono pentiti di mafia e non hanno perciò alcun interesse a collaborare con lo Stato.
Ora ascoltate un momento una storiella: un giorno, ad un detenuto di Guantanamo, viene offerta per magia l’opportunità di scegliere se costringere Bush alle dimissioni e macchiare indelebilmente le fondamenta stesse della democrazia americana, con chissà quali ripercussioni a livello internazionale. Secondo voi cosa avrebbe fatto il detenuto di Guantanamo?
Per cui se avete giusto quel minimo di vivacità mentale per cui di fronte ad un punto di domanda tentate di dargli una risposta, anziché chiedervi chi è il coglione che ha disegnato un ciuffo sul punto, questo è ciò che dovreste chiedervi:
Per quale motivo un mafioso, uno che della negazione dello Stato ha fatto la sua ragione di vita, dovrebbe essere onesto tanto per esserlo, non cogliendone alcun beneficio, quando una tanto attesa e facile menzogna, accusare dell’Utri di collusione mafiosa, sarebbe stata il colpo più potente mai inferto nella storia ad uno stato, e specialmente al governo che si vanta pubblicamente di essere quello che più di tutti ha combattuto contro la mafia?
Questo è ciò che dovresti chiedervi. Questo e se non sia quantomeno bizzarro che, di volta in volta, pur con tutte le giustificazioni del caso, dei mafiosi condannati con sentenza definitiva, suscitino sentimenti di eroismo e meraviglia in un Senatore della Repubblica.
Mi sento come quei giapponesi dispersi su qualche isola che hanno scoperto che la guerra era finita solo vent’anni dopo. Stando a Renato Schifani, primo titolo nella home del Corriere, stiamo sconfiggendo la Mafia.
Daniele Emmanuello, il boss dei ragazzini
(era solito usare minorenni per le rapine), uno dei dieci ricercati più pericolosi d’Italia, è stato ucciso durante il tentativo di cattura. Amato, Ministro degli Interni: quando muore una persona non si può mai gioire
. Renato di Natale, procuratore capo di Caltanisetta: Purtroppo il tentativo di fuga di Emmanuello è finito nel sangue
.
Purtroppo?
Ma che cazzo state dicendo? Quale risparmio per i contribuenti, quale efficienza nell’eradicazione della mafia. Così si deve fare coi mafiosi. Un bel colpo accidentale
balla nuca e vai col prossimo.
Sento diversi economisti e politici che puntano il dito contro il basso tasso di natalità italiano, quasi che fosse motivo della scarsa crescita economica del paese. Ora io sarò pure un modesto politico, ma in matematica ho strappato diversi dieci.
Scorrendo pagine, cartacee e non, di offerte di lavoro non si ravvisa certo questa floridità di offerte appetibili alla disperata ricerca di giovani di talento che preferiscono restare a casa a poltrire. E’ innegabile che siano impieghi interessanti sul mercato, è innegabile anche che tanti siano preventivamente occupati per natali o amicizie. E’ notizia di qualche giorno fa che il 44% dei laureati in Giurisprudenza (laurea regina in Italia) abbiano di che lamentarsi per la carriera post accademica.
Per accedere alla professione di avvocato è necessario un tirocinio gratuito (nel senso che non si viene pagati) di due anni in uno studio avvocatorile. Questo di per se esclude tutti coloro che non siano nella possibilità di essere mantenuti, perché se mentre all’Università si può (con grande difficoltà) conciliare studio e lavoro, ciò è impossibile successivamente. Alla faccia delle pari opportunità: questa sarebbe la par condicio di cui si dovrebbe occupare il governo Berlusconi, altro che più tempo in tv per Forza Italia. Se tuttò ciò vale per Giurisprudenza figuriamoci cosa posso farci con la mia laurea in Lettere: vale meno del Foglio.
Insomma, è innegabile che l’offerta (intesa qui come chi si offre per lavorare N.d.R.) di lavoro superi o non si incontri con la domanda (chi ha bisogni di lavoratori), questo stante l’attuale tasso di crescita demografica. Io mi chiedo cosa accadrebbe se esso raddoppiasse o triplicasse per magia dall’oggi al domani. Semplicemente raddoppierebbe o si triplicherebbe il tasso di disoccupazione. Quale geniale soluzione per l’economia italiana!
Oltretutto la stessa richiesta di una maggiore proliferazione è stupida. Non prendiamoci per i fondelli: oggi si fanno quanti figli si fanno perché:
L’unico margine di ipotesi di crescita demografica si riscontra quindi nella seconda categoria, che ne è però impossibilitata per motivi economici. Eccolo qua: sempre l’ingessamento dell’economia italiana. Ecco quindi che il maggior incremento demografico non può che discendere da un precedente riavvio virtuoso del sistema. Questo, immettendo più ricchezza nelle tasche delle famiglie permetterebbe l’incremento della natalità ed i nuovi giovani andrebbero poi a ricoprire i maggiori incarichi che una società in crescita richiederebbe.
Ora la domanda fatale: come si disincrosta l’economia italiana? Ecco qui comincia il compito degli economisti. Certamente l’aumento dell’età pensionabile non va in questa direzione. Chiaramoci: è tecnicamente necessaria perché per decenni ladroni pubblici hanno prosciugato le casse Inps fino a sottrarre la ricchezza di una generazione e perché in effetti l’aspettativa di vita è aumentata.
Però così facendo si ingessa ancora di più il mercato del lavoro: per cinque anni (e cinque anni sono tanti al giorno d’oggi) vengono congelati migliaia di accessi all’impiego mentre i venticinquenni diventano trentenni. Tutto questo fatto da una maggioranza che si riempe assai a sproposito la bocca della parola libertà e liberismo e mentre vengono assunti quasi 10.000 insegnanti di religione nella scuola pubblica. La cui reale utilità al sistema (ed io sono uno che crede molto all’importanza della cultura e dei valori, non solo del mercato, mercato, mercato) è prossima a quella degli ombrellai. Vedete ombrellai in giro? Con tutto il rispetto per gli ombrellai, certamente un mestiere affascinante.
Comunque le cose da fare sono sempre le stesse da sempre e c’è sempre lo stesso motivo da sempre per cui non si fanno (come disse una volta Craxi a chi glielo suggerì Ma ci vuoi far perdere le elezioni?
): le poltrone su cui si sta seduti sono molto comode e non sono mai abbastanza e, pare strano (ammetto che non l’ho ancora capita del tutto), paga di più accontentare quei due, tre milioni di persone giuste che non i quaranta milioni di cittadini che non contano un cazzo.
Solo tratteggiando le cose da fare:
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