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16:08venerdì25giugno2010
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Il fallimento dell’Italia

Mentre eravamo tutti assorti ad osservare il disastro della nazionale di calcio ai mondiali, si è consumato il vero fallimento dell’Italia: il referendum di Pomigliano d’Arco dove la Fiat, che da sessant’anni in questo paese fa quel cazzo che gli pare, ha chiesto agli operai, in estrema sintesi, di sacrificare un po’ dei loro diritti in cambio di un lavoro da miseria. Ha vinto il sì, ma un sì disperato e non genuflesso come la dirigenza si aspettava, che se Agnelli fosse vivo te lo immagineresti il suo disgusto con la erre moscia. E allora la Fiat ci ripensa.

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10:52venerdì30gennaio2009
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Quando diceva un milione di posti di lavoro, intendeva persi?

Ricordo che qualche mese fa Tremonti insisteva sul fatto che saremmo stati protetti dalla ricaduta della crisi americana perché il nostro sistema bancario, forse anche a causa del suo ingessamento, avrebbe retto. E infatti il sistema bancario ha retto. E’ il paese che sta andando a puttane.

Prima Marchionne spara 60 mila posti di lavoro a rischio nel settore auto, Montezemolo esorte pure a “fare presto”, Confindustria rilancia a 300 mila più 250 mila nel settore costruzioni. Più di mezzo milione. Ecco io vorrei che qualcuno mi spiegasse per filo e per segno in che modo e per quali vie questa crisi stia avendo questi effetti. Già potrei capire il settore auto, ma un settore “immobile” come le costruzioni?

Insomma, non è che qui qualcuno stia approfittando della tempesta per lucrarci un po’ su, no? E tutti i guadagni netti che il settore auto ed immobiliare hanno fruttato negli anni ricchi, saranno impiegati per far fronte alla crisi o tenuti al caldo mentre ci pensa lo Stato a togliere le castagne dal fuoco? E tutti i singoli lavoratori che non fanno comparto e che egualmente perderanno il lavoro, a loro non va niente perché non fanno lobby?

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