Voi ce l’avete un’idea del trauma incancellabile che una ragazzina di 14 anni può provare dopo essere stata stuprata da due animali, davanti agli occhi del fidanzato, il giorno di S. Valentino, il giorno degli innamorati?
No, non ce l’avete. Non ce l’avete neanche per un cazzo. Perché altrimenti sarebbe stato un fiorire di richieste di pena di morte previa tortura. Una lunga e dolorosa tortura. Tagliarli a pezzi un poco per volte fino a ridurli dei tronchi umani. Dopo averli sodomizzati con dei pali d’acciaio incandescenti. In diretta tv. Così che magari qualcun altro ci pensi due volte prima di farlo.
Altro che ronde. Altro che Mills. Altro che Veltroni. Altro che Benigni.
