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23:38martedì20gennaio2009
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La Bella Addormentata nel Bosco

Estratto dalla puntata odierna, 20 gennaio 2008, di “Parliamo con l’Elefante”, condotto da Giuliano Ferrara su Radio 24 alle nove del mattino. Ovvero come, con suadenza, si alterino, enfatizzino od omettano argomenti, per adattare la realtà a favore del proprio punto di vista (e non, come dovrebbe essere, viceversa). Si parla di Eluana Englaro. I corsivi sono miei.

La prima domanda che voglio fare è la più semplice di tutte. La domanda è: in che mondo volote vivere.

Da un lato c’è un mondo che è quello della clinica del Beato TalamonI di Lecco. Ci sono le Suore Misericordine (che nome tenero) che si occupano di questa ragazza che diciassette anni fa si è addormentata (così, placidamente) e non si è più risvegliata. In realtà sto facendo un errore, un errore tipico. Eluana dorme, quando viene notte e poi si sveglia al mattino. ha il ciclo del sonno e della veglia (come ognuno di noi insomma, omettendo il termine coma irreversibile). Ha una reattività quasi inesistente, nel senso che è priva della vigilanza della coscienza, non ha una coscienza vigile (ah ecco. Sì insomma, è un pochino, appena un pochino, annebbiata), ma viene trattata, viene fatta passeggiare (e accompagnata a teatro, al cinema, in discoteca), viene curata in tutti gli aspetti e viene accudita. E’ quella che si dice la carità cristiana, è lo spirito di misericordia, le suore infatti sono le Suore Misericordine. Eluana è lì, Eluani è li e attende di vedere (Eluana non è vigile, non può attendere nulla) quale sarà il suo destino. Forse (Certamente) morira senza mai riprendere la vigilanza della sua coscienza, forse la scienza andrà avanti, le ricerche, ci saranno investimenti sulla ricerca (non con questo governo, ma pure con l’altro), la speranza, persino la speranza cristiana diventerà un fattore di crescita della ricerca (ce lo vedete il Vaticano investire in ricerca? Per lo studio del sangue di S. Gennaro, forse) e forse (no) un giorno, come è accaduto in qualche caso eccetera, si riuscirà a stabilire invece un ciclo di coscienza vigile.

L’altro (è già altro: non questo, altro) mondo è il mondo della clinica Città di Udine, adesso è tramontata questa ipotesi, ma era lì che stava per realizzarsi; l’ambulanza stava andando a prelevare Eluana (contro la sua volontà). L’altro mondo è un mondo in cui invece delle Suore Misericordine hai il plotone (il plotone. E perché non gli squadristi?) dei volontari che da tutte italia vanno in un istituto, in un istituto clinico dove si procede con le necessarie autorizzazioni e per decisione di un giudice smettono di nutrire e di offrire acqua, di idratare il corpo di Eluana e siccome, e siccome naturalmente morire di fame e di sete è una cosa terribile, diciamo questo, questo, questa cosa non si riesce a realizzare così facilmente perché dare la morte (tecnicamente non si dà la morte. Tecnicamente si smette di garantire la vita. Si noti che, peraltro, lo Stato non si cura – nel senso che non si pre/occupa – di garantire la vita ai suoi cittadini) per fame e per sete è una cosa terribile (sicuramente), è un tabù forte, un tabù forte ancora oggi nella nostra cultura. Questo mondo è il mondo dei volontari, dei, dei volontari che pensano che la carita in realta è offire la soluzione (vi fa venire in mente finale? Bravi, è proprio lo scopo del termine) dignitosa di morte a una persona, metterla in condizione di morire, farla morire, sopprimerla, per usare il linguaggio della verità (giusto, adesso è il linguaggio della verità. Prima invece Eluana dormiva).

Ci rompono i coglioni a destra e manca con la famiglia, quale ente ideale a priori, manco fosse il regno di dio in terra. Poi però la famiglia di Eluana, nello specifico: suo padre, non ha facoltà di parola. Decide lo Stato, di non decidere. Ma il punto centrale qui è che non ci troviamo di fronte ad un bivio, farla vivere o farla morire. Non siamo in equilibrio instabile, in bilico sul cucuzzolo di una montagna in cui puoi cadere da una parte o dall’altra. Eluana è già caduta. Diciassette anni fa. Si è incastrata in un crepaccio. Lì può restare o scendere. Non risalire.

E posso dirla tutta? Ai Giuliano Ferrara, ai Roberto Formigoni e ai Maurizio Sacconi, di Eluana, non gliene fotte un cazzo. Niente di niente. Di Sacconi non so, ma l’unica cosa al mondo che interessa a Ferrara e a Formigoni sono sé stessi. Personalità da manuale. Narcisi, arroganti e, ed è questo il paradosso più evidente, ma i loro sostenitori nemmeno se ne accorgono, probabilmente a loro volta troppo presi da sé stessi, senza un barlume di compassione, che poi è il primo, fondamentale, principio cristiano e proprio quello più spesso calpestato dai so called cristiani. C’è qualcuno che ritiene che Cristo, se fosse qui, si metterebbe a battibeccare sul sondino, anziché rivolgersi con compassione al padre di Eluana?

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20:55giovedì4dicembre2008
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So mica se ci arriviamo al 2012

A La Zanzara su Radio 24, una persona informata dei fatti ha detto che il motivo per cui le banche hanno stretto i cordoni della borsa del credito non sia perché non abbiano i soldi, ma perché debbano rastrellare liquidità perché l’anno prossimo scadranno 200 miliardi di euro in obbligazioni e ben difficilmente i cittadini – a parte i boccaloni – accetteranno di sottoscriverne altri anziché incassare i soldi.

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17:36martedì2dicembre2008
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The Sound of Silence

L’ho scoperto ieri, su Radio 24, ascoltando La Zanzara, dove più di un ascoltatore lamentava che il problema non era l’iva al 20% a Sky, ma che il governo, zitto zitto, avesse abolito (retroattivamente) le detrazioni fiscali al 55% per gli interventi di risparmio energetico. Talmente zitto che mentre Veltroni tuonava contro il raddoppio dell’iva per Sky, sull’altra misura, la sinistra ha fatto scena muta.

In sostanza sarà accettato solo un numero limitato di domande, entro un fissato budget di spesa, e secondo l’ordine di presentazione. Il problema della retroattività è che chi avesse già scelto e fatto questi lavori, approfittando dell’agevolazione fiscale, mo’ rischia di pagarseli tutti da sé.

Ciliegina sulla torta è poi il metodo di comunicazione scelto per informare i cittadini se abbiano o meno ottenuto la detrazione: il silenzio dissenso. E’ bello come, al di là di una razionale standardizzazione, lo Stato muti di volta in volta il valore del silenzio, suo o dei cittadini. E’ il risultato quello che non muta: la condizione a lui più favorevole, ed a noi più sfavorevole.

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