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telecom

14:51sabato13dicembre2008
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Era meglio se restava a scrivere poesie

Mi sfugge il principio per cui l’aumento del canone Telecom di 1,26 euro sugli attuali 12,14 (più del dieci percento) abbia dovuto avere il via libera da Bruxelles e dall’AgCom, presieduta da Corrado Calabrò, giurista e poeta, il garante per le comunicazioni. La Telecom è una società privata. Può fare quello che vuole, nei limiti della legge, no? O è ancora concessionaria di un servizio pubblico? Perché allora quell’euro e ventisei in più in che servizio pubblico saranno investiti? E i tredici euro al mese di canone a che sono destinati? Non alla manutenzione della rete, visto che altre aziende di tlc il canone non te lo chiedono e la rete la mantengono comunque. E se viceversa non lo è, il canone non è di fatto un balzello che altroché via libera all’aumento, l’AgCom avrebbe dovuto farlo abolire anni ed anni fa.

E poi, oltre al danno la beffa, mi fa ridere la promessa vincolante di Telecom dell’apertura della rete, quando Telecom può fare il bello e cattivo tempo coi suoi clienti. E se pure fosse che poi qualcuno andasse davvero a controllare e pure fosse che multasse la Telecom, che vogliamo scommettere che poi, in un modo o in un altro, i soldi finirebbero per tornare nelle loro tasche?

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13:14mercoledì26novembre2008
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Impresa Semplice: fottervi

TelecomTelecom Italia ha lanciato un nuovo servizio dedicato alle aziende, Impresa Semplice, con tanto di campagna pubblicitaria a tutta pagina sui maggiori quotidiani nazionali, dove promette di offrire soluzioni chiavi in mano per telefonia, internet ed ict. Nel caso ci stiate facendo un pensiero, per il vostro bene, vi consiglio vivamente di dare una scorsa come Telecom, a torto marcio, ci ha trattato di merda: Alice non mente, ti fotte.

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11:44giovedì31luglio2008
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Alice non mente. Ti fotte.

Se son due settimane che non scrivo, a parte il caldo ed una certa svogliatezza, è perché a casa non ho (più) la connessione adsl. Nemmeno il telefono, se è per quello: Telecom ci ha staccato il servizio per morosità.

La vicenda è questa: all’inizio di aprile abbiamo attivato, con una nuova utenza societaria, l’adsl Alice Business Tutto Incluso: 33,95 euro al mese, primi tre mesi gratis. Dopo due mesi arriva la bolletta e, stando a quel che dicono, che ti aspetti? In verità ti aspetti che la bolletta non ti arrivi proprio, se i primi tre mesi son gratis. Invece ti arriva una bolletta di 289 euro.

E’ vero. C’erano una settantina di euro di istallazione. Ma tra 70 e 289 di acqua ne corre: ci sono circa dieci euro di telefonate. Il piano prevede telefonate gratuite, faccio presente. Poi ci sono chiarissime voci come “Linea Telefonica Affari” e “Parla in Italia con Alice“. Una dei due è il canone Telecom. Che uno se fa un contratto “Tutto Incluso” pensa sia tutto incluso. E invece no. L’altra dovrebbe essere il servizio ADSL. Ma per quanto si cerchi di scomporre la cifra, non risulta multipla di 33,95 come uno si aspetterebbe. Come non bastasse ci hanno già prefatturato Luglio ed Agosto. Primi tre mesi gratis, vi ricordo eh.

Con una raccomandata – che al 191 nessuno sa mai un cazzo, bel servizio clienti – contestiamo, con dovizia di particolari, la bolletta. Telecom risponde con mezza riga, “la bolletta è giusta“. A metà luglio stacca linea e ADSL. Paghiamo con malcontento. Assicurano che il servizio sarà ripristinato entro 24/48 ore. Niente. Di. Niente.

Se non che viene fuori che il servizio è stato tagliato non per questa bolletta, ma per quella precedente che risulta non pagata, cosa in effetti vera. Il problema è che la bolletta precedente, quando ancora non c’era adsl era di 235 euro. Due mesi di linea normale, 235 euro.  Con, di nuovo, una decina d’euro di telefonate e due mesi di canone. Come si passa da 50 a 235 euro? Prefatturando due mesi (sì, pure quelli che poi han rifatturato in quella successiva), la fantomatica linea affari – ma l’utenza era fisica – e, ta-dah, un forfettario di 80 euro per “telefonate future“. Con la bolletta successiva fan più di 500 euro in quattro mesi. <ironia>Come un piano tariffario iPhone della Tim, ma senza l’iPhone.</ironia>

Ma non plus ultra – come se già il suddetto non bastasse – la bolletta precedente era intestata ad altra utenza. Sempre noi, per carità, ma si è passati da persona fisica a soggetto giuridico. Ma per legge sono due soggetti assolutamente distinti. E’ come se voi foste andati ad abitare in un casa e la Telecom vi avesse tagliato la linea perché l’inquilino precedente non ha pagato la bolletta – bolletta sovrafatturata del quadruplo. Che non sta né in cielo né in terra.

E per cui Telecom, strafottendosene i coglioni della palese erroneità della bolletta, non ripristina la linea finché non sarà pagata. Ditemi se non è un ricatto puro e semplice. Ci sono altre organizzazioni che si comportano in questo modo. Però, sulla carta, sono fuori legge e tutti dicono, a parole, che facciano schifo. E ve lo motivo il fatto che se ne fotte i coglioni dell’erroneità: dopo il pagamento della bolletta da 289 euro, quella “la bolletta è giusta” per Telecom, ci informano che in effetti avevamo ragione noi, che era sbagliata, erano solo circa duecento euro. Dopo averla pagata però.

E’ che la giustizia in Italia è una merda. Preciso: la giustizia in Italia è una merda per le vittime. Per gli imputati è il paese dei balocchi. Che gli facciamo causa per un mese di assenza di linea, per quanto con tutti i disagi che ciò comporta, a parte il mancato servizio in sé? Così tra dieci anni, forse, un giudice sentenzierà un rimborso di, toh, mille euro? E’ una merda, che se fosse giusto un filino giusta, basterebbero un paio di mesi per una sentenza di rimborso per un milione di euro. Un milione di euro, sì. Mica che il nostro danno ammonti a tanto. E’ un valore simbolico. Per impartire una lezione. Che non si fa gli stronzi così.

Il post, ovviamente, è stato scritto da altra postazione. E come ripristinano la linea, ovviamente, si passa ad altro fornitore.

(Poi potrei anche parlarvi della precedente esperienza con Fastweb, altra banda di ladri, ma magari ci faccio un post a parte)

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04:50mercoledì18aprile2007
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The China Strikes Back

Pasquale PistorioDopo i fatti di via Sarpi a Milano i cinesi reagiscono con un blitzkrieg e impongono un loro uomo alla guida di Telecom.

E’ cinese questo, no?

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23:00martedì3aprile2007
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Monòpoli & Monopòli

Mai giocato a Monòpoli? A qualcuno è mai capitato che qualcuno dicesse di non vendere Parco della Vittora a John, il vostro amico americano che sta giocando con voi, perché è straniero? Ovviamente no. A Monòpoli contano i soldi, mica la simpatia, la nazionalità finanche la razza. E se funziona così coi soldi finti, figuriamoci quando i soldi son veri.

Hai voglia di parlare di strategicità per il Paese da una parte e libertà di mercato dall’altraA questo giro, perché al giro prima le parti erano perfettamente invertite, guarda te.: a Tronchetti Provera gli americani gli danno 2.82 euro ad azione. Perché mai sulla terra dovrebbe accettarne 2.7 dagli italiani? Perché sono italiani? Sì, bonne nuit. Per cui il discorso è molto molto corto: c’è qualcuno che offre di più o no? E ciò vi valga quale promemoria nel caso in cui Telecom resti italiana per più o meno palesi pressioni del governo: vuol dire che, in un modo o nell’altro, a Tronchetti gli han dato di più. Uno di quei modi potrebbero essere soldi nostri, beninteso.

E infine: carissimo Sasaki. Ma perché mai, gli inglesi mettiamo, dovrebbero venir qui a salvarci? E se, semplicemente, si adeguassero? Prendi le Autostrade o le Ferrovie: chi te lo fa fare a smenare soldi per investimenti? Che può mai fare il viaggiatore arrabbiato? Andare a piedi da Milano a Roma?

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