Qualcuno sa dirmi per quale motivo nelle distributrici automatiche di biglietti ferroviari, accanto alla tariffa base, sono magicamente comparse quelle per ex-deputati ed ex-senatori? Si tratta della restrizione o di un’estensione di un beneficio?
treni
Sono loro che sono napoletani
250 passeggeri sfrattati dal treno per far posto ai tifosi del Napoli. Sì, probabilmente anche i passeggeri sfrattati lo erano. Ma evidentemente un po’ meno napoletani degli altri.
Inversamente proporzionale
I treni vanno più lenti, i biglietti costano di più.
Leggi anche: Il Federalismo di Trenitalia di .mau.
Eccellente Smithers!
Vent’anni fa le Fs avevano 216,128 dipendenti e 658 dirigenti. Oggi ne hanno 97.600, ma i dirigenti sono circa 1.200. La rete è diminuita da 16.183 a 15.915 chilometri. Le linee a binario unico sono pressoché le stesse. I locomotori erano 5.620, oggi sono 4.732. Carrozze e rimorchi sono passate da 13.322 a 8.658. Andavano in treno l’11,5% dei viaggiatori: oggi siamo a poco più del 9%. E dieci anni fa, per andare da Roma a Milano, ci si metteva meno di adesso.
Wow l’agenda Giavazzi e le proposte di Ichino con venti anni di anticipo: meno dipendenti, meno servizi uguale azienda snella ed efficiente no? No.
Mauro Moretti, amministratore delegato di Ferrovie dello Stato
Nel frattempo, però, Giancarlo Cimoli, ad dal 1996 al 2004 ed Elio Catania, dal 2004 al 2006, oltre al luculliano stipendio, hanno ricevuto una buonuscita di 6, 7 milioni di euro a testa come bonus per il raggiungimento risultati. Tradotto: tu affidi quale lavoro la cura e la gestione di una cosa ad una persona, questa te la rende peggio di come l’ha presa, e tu la paghi profumatamente. Certo, come no. Succede solo in due posti al mondo. In Italia e a Springfield.
Trenislam
Ci trovo qualcosa di orwelliano nel fatto che il monopolista Trenitalia si faccia pubblicità. Certo apprezzo l’autoironia degli spot con Tognazzi, Marcorè e Rocca, ma non per questi scegliamo di usare Trenitalia. Scegliamo
di usare Trenitalia solo perché a Trenitalia non esiste alternativa. Ci fosse Trenislam la userei per non del tutto infantile ripicca.
Anche perché con i soldi che Trenitalia ha inutilmente sborsato, pardon, con i soldi che abbiamo inutilmente sborsato (Trenitalia SpA è controllata da Ferrovie dello Stata SpA è controllata dal Ministero dell’Economia) io avrei piuttosto utilmente pagato un controllore per la tratta Verona – Bologna (mica Cecina – Rosignano, con tutto il rispetto), per fare un esempio a me noto, cosicché non si debbano regolarmente chiudere due carrozze causa mancanza di personale e soprassedere al controllo biglietti poiché a parte il macchinista, probabilmente assunto con contratto interinale, sul convoglio ci sta solo un’altra persona che quindi deve restare nella locomotiva a fare da capo treno.
Se Ruini può sollecitare gli italiani a non andare a votare e nessuno gli fa un cazzo non per questo io mi permetterei mai di sollecitarvi a non pagare il biglietto sulla suddetta tratta. Mi limito, neutramente, ad informarvi del fatto che il controllore passerà sì e no una volta al mese e che quindi se voi, in linea puramente teorica, non faceste mai il biglietto, per quanto vi possa beccare tutte le rade volte che controlla, ne trarreste comunque un guadagno dovuto alla mancata spesa per l’acquisto dello stesso, cosa che io pubblicamente condanno senza se e senza ma, potendo dimostrare a riprova della mia più cristallina onestà innumerevoli biglietti correttamente obliterati di prima classe, pur decidendo di viaggiare in piedi nelle anticamere degli scompartimenti per evitare, mosso da profondo spirito civico, di ledere con il mio peso privato il bene pubblico del sedile.
La mia statura morale mi preserva anche dalla lestofanza che all’uomo comune muoverebbe il fatto che da cellulare il servizio informazioni di Trenitalia costa 15 centesimi di scatto alla risposta e 1,26 euro al minuto, pagando ovviamente anche il tempo di attesa per il leggendario Primo Operatore Disponibile
che ho sperimentato essere, tutte le volte che ho avuto reale ed urgente necessità di chiamare, di tre minuti. Dico almeno tre minuti, perché a quel punto ho riattaccato non tenendoci a seccarmi tutto il credito.
Che altrimenti non mi rimanevano soldi per chiamare Casalinghe Disperatamente Vogliose, un telefono erotico che costa molto meno e ti lascia assai più soddisfatto, invero.
Grandi Stazioni, ’sti cojoni
Verona Porta Nuova è una delle Grandi Stazioni
secondo l’omonimo gruppo controllato dalla monopolista Trenitalia (controllata dalle Ferrovie dello Stato, controllata dal Ministero dell’Economia e quindi pubblica): metà degli sportelli sempre chiusi; metà locali sfitti; l’unica edicola presente è chiusa per ferie e non ne esistono altre nei dintorni; i bagni sono a pagamento; il fatiscente bar vende (pessimo) caffé e acqua ai prezzi più alti di tutta la città.
www.trenitalia.can
Possibile che 6.000 anni dopo l’erezione delle piramidi, sui treni:
- l’acqua, se c’è, non sia potabile;
- il sapone non è quasi mai presente;
- l’aria condizionata, d’estate, sia un optional;
- capita che non ci siano posti a sedere.
Vent’anni fa le Fs avevano 216,128 dipendenti e 658 dirigenti. Oggi ne hanno 97.600, ma i dirigenti sono circa 1.200. La rete è diminuita da 16.183 a 15.915 chilometri. Le linee a binario unico sono pressoché le stesse. I locomotori erano 5.620, oggi sono 4.732. Carrozze e rimorchi sono passate da 13.322 a 8.658. Andavano in treno l’11,5% dei viaggiatori: oggi siamo a poco più del 9%. E dieci anni fa, per andare da Roma a Milano, ci si metteva meno di adesso.