E’ sempre così. Ogni volta che viene fuori un verminaio scattano le prese di distanza dalla pubblica gogna, dal processo mediatico, dalla morale pubblica. Alla fine, quest’ultimo, è quello di cui, onestamente, meno ci frega: in Tangentopoli c’erano in ballo soldi pubblici; in Calciopoli, ma pare che non se ne sia accorto nessuno tranne Sasaki
E’ che è assai verosimile ritenere che questa voglia di processo mediatico sia semplicemente dovuta al fatto che, lo sappiamo, alla fine sarà l’unico processo che avremo. Che in Italia i vip che han pagato si contano sulle dita di una mano e solo perché non sono stati abbastanza scaltri. Poi, può essere che l’opinione pubblica ecceda in entusiasmo: può benissimo essere che la colpa del crac Parmalat non sia tutta di Tanzi. Il fatto è che, di norma, finisce che non sia colpa di nessuno.
E comunque: stiam parlando di personaggi che di più pubblici non si può. Talmente pubblici che hanno successo solo ed esclusivamente in funzione del pubblico. Talmente pubblici che esistono solo in funzione del pubblico. Per cui troppo comodo ora tirare in ballo la “vita privata”. Cara Aida Yespica, col cazzo: tu mangi solo perché la gente ti guarda. Per cui con chi vai a letto non sono solo fatti tuoi.
In relazione alla vicenda degli spionaggi fiscali dello scorso ottobre, il viceministro dell’economia Visco ha proposto l’istituzione di un 