Il 31 ottobre i cittadini di Lamon, provincia di Belluno, hanno votato favorevolmente al referendum che proponeva la fuoriuscita dal Veneto per passare al Trentino Alto Adige. Perché la cosa si concretizzi realmente è ora necessario un avallo della Cassazione ed una legge statale.
Perché tale scelta? Certamente si tratta di un territorio ed una cultura che sono ben più simili ai monti trentini che non alle pianure venete. Ma soprattutto, il Trentino Alto Adige è una ragione a statuto speciale, con tutti i benefici che ne conseguono, e la provincia autonoma di Trento garantisce una spesa pro capite di 11.500 euro contro i 2.500 del "miracoloso" Veneto, ovvero più del quintuplo.
Giuliano Ferrara sul Foglio di venerdì ci informa contento che la disoccupazione al Nord è praticamente nulla.
<LUNGA E POLEMICA DIVAGAZIONE> A questo proposito vale la pena di rammentare ancora una volta la questione euro. Mentre l’Istat forniva cifre risibili sull’inflazione sbeffeggiava la quasi totalità degli italiani di spiritismo, sostenendo che i rincari fossero semplicemente inflazione "percepita". Salvo poi i commercianti lamentarsi del conseguente calo vendite e ipocritamente chiedere aiuto allo Stato (e qui avrei comprato un busto del Cavaliere promettendogli eterno sostegno se avesse risposto: "Aiutarvi? E perché? La vostra crisi è solo percepita") e Tremonti ammettendolo proponendo l’euro di carta. Ottima idea, la cui mancata realizzazione non dipese certo da lui.Ma dal governo Berlusconi dipendeva sì la vigilanza sul comportamento usuraio del mondo commerciante.
Invece non solo non ha fatto un cazzo, ha pure attuato una strategia giustificatrice, a cui solo gli ignoranti e gli stolti possono credere, scaricando la colpa su Prodi e il "suo" euro. Anzittutto l’euro non è di Prodi, non è stata una decisione verticistica; secondo senza la copertura europea della moneta unica i crac Cirio e Parmalat ci avrebbero trasformato in un’Argentina ben più velocemente di quanto stia cercando di fare il governo; terzo, e fondamentale nello smanttellare compiutamente l’offensiva teoria governativa, l’euro è una cosa. Una cosa non può essere tacciata di comportamento doloso. Che forse qualcuno ha mai messo sotto processo una pietra, o finanche una pistola? No ovviamente. Casomai chi ha usato la pietra e chi ha usato la pistola. Quindi, per logica conseguenza, non l’euro, ma chi ha "usato" l’euro doveva essere perseguito.
Il perché non sia stato fatto è presto detto: i voti dell’accozzaglia di Billé erano troppo ghiotti. Contento Berlusconi: si è guadagnato i voti di Billé, ma ha perso quello degli italiani. Che poi, povero lui, non sarà così: è stolida illusione pensare di avere la fedeltà dei commercianti. Il loro mestiere è vendere. Che vuol anche dire vendersi, al vincitore pronosticato.
Tutto questo panegirico per dire che anche </LUNGA E POLEMICA DIVAGAZIONE>
Per quanto riguarda la disoccupazione basta addomesticare il conteggio, includendo i contratti a tempo determinato, per sostenere che la disoccupazione è diminuita. Ti fanno quattro contratti da un miserevole mese l’uno l’anno? Sono quattro nuovi posti di lavoro. Se non fosse che il governo è ormai agli sgoccioli saremmo arrivati a sentirci dire tra un po’ che ci sono più lavoratori che italiani. E tu per la strada, ti saresti sentito che sei un disoccupato "percepito".
Ma l’affermazione di Ferrara è solo una mezza bugia: perché se è vero che nel "miracoloso" Veneto la disoccupazione non è certo nulla, ma anzi, nel mondo reale, in crescita, in Trentino Alto Adige no. In Trentino Alto Adige non esistono agenzie di lavoro interinale: non ce n’è bisogno. In Trentino Alto Adige un insegnante guadagna il 30% in più di un suo collega veneto. In Trentino Alto Adige gli sposi hanno diritto ad un contributo a fondo perduto del 30% per il matrimonio.
Insomma il Trentino Alto Adige è ficcante.
Tant’è che la lista di comuni ribelli si allunga. Al momento se ne contano 16 che vogliono spostarsi in Trentino o Friuli. Ma perché non tutti? E qui scende in campo il governatore Giancarlo Galan con una geniale ed al contempo strampalata proposta: far passare tutto il Veneto al Trentino. Non è mica uno scherzo eh. Ha già messo all’opera tre "saggi" sulla questione. Ecco, speriamo solo non siano gli stessi di Lorenzago, che sta proprio in Veneto, che chiusi in una baita tra una partita a briscola, una salsiccia ed un bicchiere di vin brulè hanno riscritto la Costituzione.
Mi chiedo solo se abbia pensato alle conseguenze che ciò avrebbe sulla sua poltrona. E parimenti mi chiedo: come si chiamerà la nuova regione: Trenteneto? Ventrino?